Usa. Gli indignati sono tornati in tutto il Paese per il primo maggio

Pubblicato il 1 Maggio 2012 14:19 | Ultimo aggiornamento: 1 Maggio 2012 15:57

Gli indignati americani manifestano a Wall Street

NEW YORK, STATI UNITI – Gli ”Occupy Wall Street”, gli indignati versione americana, che alcuni davano per praticamente disciolti, tornano in piazza per dimostrare che sono vivi e vegeti. Sara’ per loro un primo maggio di mobilitazione non solo a New York, ma in tutti gli Stati Uniti.

Sono infatti oltre cento le citta’ americane in cui sono previste manifestazioni. Nella Grande Mela l’appuntamento e’ a Bryant Park, di fronte alla sede di Bank of America, non lontano da Times Square, cuore della metropoli, dove sono attese decine di migliaia di persone. Di li’ partira’ il corteo in direzione del distretto finanziario di Manhattan, cioè a dire tutta la zona di Wall Street.

L’invito di Occupy Wall Street e’ anche quello di attuare lo ‘sciopero dello shopping’, boicottando negozi e grandi magazzini. Se la protesta assumera’ le dimensioni previste dagli organizzatori, sara’ la dimostrazione piu’ grande da quando i manifestanti sono stati sfrattati dal loro quartier generale di Zuccotti Park lo scorso novembre.

Il motivo della protesta e’ sempre lo stesso: levare la voce contro il mondo della finanza e i suoi straricchi padroni, quell’1% della popolazione che detiene il potere economico. Nelle ultime settimane le proteste erano continuate in tono minore, e quello di martedi e’ un tentativo di riguadagnare l’attenzione nazionale, in un momento in cui si va scaldando anche la campagna elettorale per le presidenziali del 6 novembre.

Quella del primo maggio è anche la prova generale per un altro appuntamento degli indignati, la protesta al vertice Nato che si terra’ a Chicago il 20 e 21 maggio. La citta’ dell’Illinois si prepara all’invasione di circa 50.000 manifestanti pronti a protestare contro la gestione delle guerre da parte dei Paesi dell’Alleanza Atlantica.

A Chicago avrebbe dovuto tenersi anche il G8. Ma proprio per motivi di sicurezza, il summit e’ stato trasferito a Camp David, la residenza dove va il presidente degli Sati Uniti quando lascia Washington. ”No G-8 A Chicago? No problem”, e’ la risposta degli indignati.