I cosacchi a Mosca diventano vigili urbani

Pubblicato il 29 Novembre 2012 7:30 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2012 18:11
I cosacchi, a Mosca diventano vigili urbani

I cosacchi, a Mosca diventano vigili urbani (foto Ap) 

MOSCA – I cosacchi a Mosca sono finiti a fare i vigili urbani. Lo racconta un articolo del Giornale, pubblicato mercoledì 28 novembre. I cosacchi dello zar, a Mosca dunque diventano ausiliari del traffico e vigilantes che combattono contro i parcheggiatori abusivi, vuccumprà e automobilisti furbetti che parcheggiano i Suv sulle rotaie del tram.

Scrive il Giornale:

“Nel secolo precario e globalizzato il sistema lavoro ha bisogno di flessibilità, vocazione al cambiamento, capacità di adattarsi. Così da oggi i cavalieri delle steppe, che respinsero gli invasori ottomani, misero in fuga le armate napoleoniche e sfidarono a cavallo i carri armati nazisti sparando sui comandanti che sporgevano dalle torrette, sono entrati in servizio nel centro di Mosca come vigilantes (…) presto [i cosacchi] faranno razzia di barboni in tutti i quartieri di Mosca per il terrore degli invisibili. Al posto del caftano alla circassa, del pugnale ricurvo e della frusta con l’impugnatura di legno di ciliegio avranno un badge di riconoscimento di plastica volgare. Non potranno usare armi e non avranno la facoltà di fermo, praticamente un esercito di eunuchi”.

“La guerra che era missione e identità di mercenari nomadi e liberi, la combatteranno, ma con l’uniforme tradizionale blu a strisce rosse, contro parcheggiatori abusivi, vuccumprà e automobilisti furbetti che parcheggiano i Suv sulle rotaie del tram. Da cosacchi dello zar a ausiliari del traffico, il simbolo disperato di un’epoca che non c’è più. La fama di feroci combattenti però è rimasta”.

“Secondo il blogger Rustem Adagamov il risultato della loro prima giornata di lavoro è stata la rimozione di “due mendicanti e una nonna” che vendeva “funghi e calzini” “caricati su un bus” e portati via. Alla richiesta dei giornalisti di fare qualcosa per le auto in divieto di sosta, i cosacchi hanno risposto:”E che c’entriamo noi? Rivolgetevi alla polizia..” (…)

[I cosacchi] prosegue il Giornale,

“Perseguono abusivi pur essendo essi stessi abusivi: pare che il raid infatti sia un’idea personale dell’Ataman, il capo dei cosacchi, senza l’approvazione delle autorità di Mosca. La polizia se l’è pure presa, tocca a noi, hanno detto il lavoro sporco. Ma i cosacchi, che sono tre milioni, se ne fregano, anzi si sono detti pronti a creare il loro primo partito, a fianco dello zar Putin. Pensare che durante la guerra fredda si diceva che se in Italia avesse vinto il Pci ‘i cavalli dei cosacchi si sarebbero abbeverati nelle fontane di San Pietro’. Ora davanti al Cupolone possono al massimo sostituirsi ai pizzardoni…”