Pablo “Bebote” Alvarez: l’ultras mascherato che ha (quasi) beffato la polizia di Argentina e Brasile

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 8 Luglio 2014 16:02 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2014 16:11

BRASILIA, BRASILE – Pablo “Bebote” Alvarez è un capo ultrà della barra brava dell’Independiente (Avellaneda, Buenos Aires) che nonostante fosse diffidato dalla polizia argentina è riuscito a entrare in Brasile e ad assistere a tutte le partite dell’Argentina fino al quarto di finale con il Belgio, quando è stato acciuffato al termine di un’operazione congiunta delle polizie argentina e brasiliana.

Pablo Alvarez detto “Bebote” (“bambinone”) è riuscito a passare la frontiera cambiando il numero di serie del suo passaporto: stesso nome, stessa faccia, ma un diverso numero di serie. Basta questo perché al momento della lettura ottica del passaporto alla dogana il database della polizia non risalga al suo numero, inserito in una black list.

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Poi, per riuscire ad entrare negli stadi dove giocava la “Selecciòn”, il trucco di Bebote era semplice ma efficace: sfruttare la moda acchiappa-inquadratura televisiva dei tifosi nelle partite delle ultime edizioni mondiali, cioè travestirsi e dipingersi la faccia per ritagliarsi i propri quarti di minuto di celebrità. Così a ogni partita Pablo Alvarez si è mascherato con i colori della nazionale che di volta in volta affrontava l’Argentina: Bosnia, Nigeria, Iran, Svizzera.

Ha commesso due errori. Il primo è stato quello di indossare degli anelli vistosi, grazie ai quali è stato riconosciuto. Il secondo è stato quello di sfidare la Pfa, (Policia Federal Argentina), postando sul suo profilo Facebook le sue foto prima, durante e dopo Argentina-Svizzera corredate dal commento “Bebote 2 – Pfa 0”.

Per il quarto di finale col Belgio aveva scelto di mimetizzarsi da tifoso brasiliano, indossando una maglietta del Flamengo e tingendosi i capelli di verde-oro. Ma è stato beccato dalla polizia e rimpatriato immediatamente in Argentina.