Matteo Renzi a Lampedusa: come Berlusconi coniglio dal cilindro

di Pino Nicotri
Pubblicato il 22 Dicembre 2013 9:38 | Ultimo aggiornamento: 22 Dicembre 2013 9:38
Matteo Renzi a Lampedusa: come Berlusconi coniglio dal cilindro

Matteo Renzi a Lampedusa. “Privato cittadino”, ma avverte i giornalisti (foto Ansa)

E tre! Dopo Silvio Berlusconi e Papa Francesco  anche Matteo Renzi ha voluto fare un veloce puntata a Lampedusa per migliorare un po’ il proprio look. Un’iniziativa che solleva però qualche perplessità anche sul suo modo di gestire il PD da neosegretario. Renzi sbarcato sull’isola ha infatti dichiarato:

“Sono venuto a Lampedusa per chiedere al sindaco Giusi Nicolini di fare parte del direttivo nazionale del Pd. Comincio la mia storia di segretario da quest’isola perché qui comincia l’Italia. E Lampedusa è un posto dove i valori della fratellanza e dell’accoglienza sono molti forti”.

Mah, strana proposta. Renzi infatti sembra Berlusconi che al vertice dei suoi partiti coopta chi più gli pare e piace. Berlusconi coopta più volentieri bonazze e avvocati, Renzi, che quanto a belle donne, magari un po’ gaffiste ma tanto carine, non scherza nemmeno lui, a quanto pare ha ora imboccato anche un criterio veltroniano: cooptare nomi diventati famosi sull’onda di grandi disgrazie. Renzi coopterà anche lui vedove, orfani e parenti vari di vittime delle mafie o del terrorismo? Per le elezioni, si sa, tutto fa brodo.

Nonostante i vistosi fallimenti politici, certi nomi della cosiddetta società civile attirano infatti ancora un po’ di attenzione, anche se ora si preferiscono comici e guru e sindaci di bella presenza televisiva, come appunto Renzi. Che per sua fortuna non ha certo l’aspetto lugubre , ma nemmeno l’impressione seria e affidabile, di un Piero Fassino né la finta modestia e finta affabilità di un Walter Veltroni o Francesco Rutelli, “storici” o almeno famosi sindaci di Roma.

Senza contare che i “valori” attribuiti virtuosamente ai lampedusani da Renzi dimostrano che lui i lampedusani non li conosce bene. Basta farsi un po’ di vacanze o anche solo un giretto per Lampedusa per capire come i suoi abitanti non ne possano in realtà più di dover accogliere a ciclo continuo profughi e fuggiaschi vari, e per appurare che hanno simpatia zero per il locale centro di (pessima) accoglienza. “Gli sbarchi e il centro di accoglienza ci rovinano il turismo”, è il leitmotiv che va per la maggiore, al quale si aggiunge un invito:

“I politici gli extracomunitari se li facciano sbarcare all’Argentario. O a Venezia. E il Papa se li porti in Vaticano”.

Certo, di fronte alle tragedie in mare i lampedusani non si voltano dall’altra parte, come del resto fanno tutti coloro che per campare si devono sudare il pane. Ma anche la tragedia accaduta il 3 ottobre scorso a pochi metri dalla locale Isola dei Conigli  oltre al grande dolore ha provocato la preoccupazione che l’afflusso dei turisti che ne affollano la vicinissima spiaggia possa calare.

Renzi ha anche fatto un’affermazione che suona alquanto falsa:

“Sono qui come semplice cittadino”,

ha dichiarato ai giornalisti per evitare di rispondere alle loro domande. Ma se è partito ed è arrivato come privato cittadino, chi e perché ha avvertito i giornalisti di farsi trovare zelantemente sul posto?

Il dramma è che dopo lo spottone pubblicitario di turno a base di brevissima full immersion a Lampedusa i problemi dell’isola e di chi ci sbarca per fuggire alla fame, o tenta di sbarcarci morendo in mare, restano tutti esattamente come prima. Anzi, si aggravano, come dimostrano sia la tragedia davanti l’Isola dei Conigli sia la brutta storia della doccia degli extracomunitari nudi nel centro di (pessima) accoglienza.

Ora c’è solo da sperare che Renzi non annunci, come già fece a vuoto Berlusconi a suo tempo, che intende prendere anche lui casa a Lampedusa, farne “zona franca dalle tasse”, aprirci un casinò e un campo da golf e, come se non bastasse, risolvere “l'”‘invasione” dei migranti del Nord-Africa in 48, al massimo in 60 ore” in modo che “in 48-60 ore Lampedusa sarà abitata solo dai lampedusani”

È più probabile che Renzi si limiti a far propria la proposta di assegnare il premio Nobel per la Pace a Lampedusa. La proposta in realtà la fece già Berlusconi tra le meravigliose promesse non mantenute del 2011, ma questo è un problema facilmente superabile: la stessa proposta è stata infatti rilanciata di recente dal Comitato 3 Ottobre, che prende il nome dalla data della strage di migranti davanti all’Isola dei Conigli. Renzi perciò può far propria la proposta del Comitato, facendo dimenticare che si tratta di un coniglio tirato fuori per primo dal cilindro del Cavaliere ormai decaduto.