Video in bagno discoteca Loud, la ragazza: “Il tipo mi ha bloccata su Facebook”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Marzo 2015 11:09 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2015 11:09
Video in bagno discoteca Loud, la ragazza: "Il tipo mi ha bloccata su Facebook"

Video in bagno discoteca Loud, la ragazza: “Il tipo mi ha bloccata su Facebook”

TORINO – Ha incontrato il giornalista della Stampa Niccolò Zancan, la ragazza del Loud“. Ovvero come tutti ormai chiamano la 16enne protagonista involontaria di un filmatino hot girato nei bagni di una discoteca di Torino. Protagonisti lei, un ragazzo di 19 anni conosciuto quella sera, e almeno due ragazzi che nel bagno accanto hanno registrato il rapporto sessuale tra i due. Il video dopo quella sera ha fatto il giro di migliaia di profili Facebook e Whatsapp, rimbalzato tra le risate e i commenti di tanti.

Ora la ragazzina e il suo compagno occasionale non si parlano più: perché lei ha denunciato. Questa mossa ha interrotto i loro rapporti. Scrive La Stampa:

Quando hai saputo del video? «Domenica. Mi sono alzata tardi». E poi? «Sentivo Skrillex in cuffia, cucinavo i noodles per colazione-pranzo». Chi te l’ha detto? «È stata lei, la mia migliore amica. Aveva saputo da un tipo. Ha detto: gira un video». E tu, come ti sei sentita, cosa hai fatto?«Ho scritto al ragazzo che era con me nel bagno». Su WhatsApp è rimasto lo scambio preciso di quella domenica. Lei: «Ehi sta girando un video su Facebook…. Tu hai idea di chi cazzo è stato?». Lui: «No. Bloccalo. Io non riesco a vederlo». Lei: «Tu li conosci?». Lui: «Io non ne sapevo nulla. Non sono io. E vabbè se non dà fastidio a te, a me non tocca più di tanto». Lei: «A me stanno scrivendo tutti in generale ahahahahah». Lui: «Massì tanto qualche giorno e tutti si saranno dimenticati». Lei: «Però si vedono le facce».

E’ solo l’inizio di un’inchiesta: il filmato è sparito da Facebook ma tecnicamente non si può fare altrettanto con Whatsapp. Vale la pena ricordarlo: girare e diffondere, o anche solo diffondere un filmato del genere è un reato: perché lede la privacy dei protagonisti e perché c’è una minorenne di mezzo. L’accusa è pesante: diffusione di materiale pedopornografico.