Germania, la richiesta dei socialdemocratici: salario minimo uguale per tutti

di Francesca Cavaliere
Pubblicato il 13 gennaio 2014 13:47 | Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2014 13:50
Andrea Nahles

Andrea Nahles (LaPresse)

BERLINO – Il ministro federale del Lavoro Andrea Nahles, della SPD, vuole che il salario minimo legale sia uguale per tutti e si è detta contraria alle richieste avanzate dalla CSU che prevedevano deroghe, per esempio per i lavoratori stagionali e per i tassisti.

Fermamente intenzionata a rispettare l’accordo di coalizione in merito al provvedimento la cui applicazione è prevista per il 2015, come riporta l’agenzia di stampa Reuters, il 7 gennaio il ministro aveva infatti affermato: “Quanto al salario minimo, esso deve essere applicato a tutti i lavoratori a 8,50 euro per ora, senza eccezioni e uguale a Est come ad Ovest. Questo è l’accordo con la CDU e la CSU e così lo metteremo in pratica”.

Sembra quindi esclusa anche la possibilità di un salario minimo a 10 euro già a partire dal 2015, come era stato richiesto dal partito dei Verdi, e niente salario minimo legale per gli apprendisti, così come sancito nell’accordo di coalizione.

La priorità della Nahles più che quella del salario minimo è quella delle pensioni: entro il primo di luglio infatti il ministro si prefigge di raggiungere condizioni migliori per la pensione delle madri, la pensione senza riduzione a chi ha 63 anni e 45 anni di contributi, quindi un passo indietro rispetto al previsto innalzamento dell’età della pensione, una pensione di solidarietà di 850 euro, il miglioramento della pensione di invalidità.

“La procedura legislativa per la pensione sarà avviata molto rapidamente, dopodiché ci occuperemo subito, ma senza fretta, del salario minimo”, ha affermato ancora il ministro.

Dall’importo di € 8.50 del salario minimo previsto a partire dal 2015 si potranno scostare solo determinati settori nel caso in cui i contratti collettivi prevedano una retribuzione più bassa.

Dal 2017 il salario minimo dovrebbe quindi essere applicato a livello nazionale, ma non è previsto per le cariche onorarie.