Alfano: “Riforma della giustizia subito, anche senza l’opposizione”

Pubblicato il 2 Novembre 2009 10:26 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2009 10:26
Angelino Alfano

Angelino Alfano

La riforma della giustizia si farà, con o senza l’accordo dell’opposizione. Il Guardasigilli Angelino Alfano, intervenuto alla trasmissione televisiva Mattino 5  lascia intendere che cambiare le regole della giustizia è una priorità per il Governo e che l’esecutivo è pronto a parlarne con l’opposizione, ma solo fino a un certo punto.

Sulla possibilità di un percorso condiviso con l’opposizione, in realtà, Alfano non appare particolarmente ottimista: «Non so se c’è la possibilità di trovare un’intesa con l’opposizione e sulla riforma della giustizia noi non la rifiutiamo, anzi la ricerchiamo». Detto questo, però, per il ministro la priorità è quella di andare avanti in tempi stretti: «Abbiamo l’obbligo di fare quello che abbiamo promesso in campagna elettorale. Quindi di fronte al bivio tra la paralisi perché l’opposizione non vuole la riforma e quanto proposto agli elettori noi sceglieremo non di restare fermi ma di procedere con le riforme».

Anche senza l’opposizione, quindi. Perchè, secondo Alfano, la gente giudicherà il Governo da quanto fatto: «A fine legislatura infatti a chi ci chiederà ‘avete fatto la riforma della giustizia?’ noi non possiamo dire ‘non l’abbiamo fatta ma abbiamo dialogato benissimo».

Il ministro, durante la trasmissione, è intervenuto anche su altri due temi delicati di questi giorni, il caso della morte misteriosa in carcere del geometra Stefano Cucchi e il suicidio della brigatista Diana Blefari.

Sul caso Cucchi il ministro ha assicurato l’impegno del governo a far emergere la verità e ha ribadito il ruolo degli istituti di pena:  «le nostre devono rimanere carceri di una grande democrazia liberale per cui non può essere ammesso nulla di quanto si sospetta».

Sul suicidio a Rebibbia della neobrigatista Alfano ha spiegato: «La detenuta era in carcere perché, dopo la documentazione presentata dai suoi legali, chi era deputato a decidere ha valutato che non c’erano le condizioni per una sua detenzione al di fuori del carcere. Dove era detenuta le condizioni non erano connotate da sovraffollamento o condizioni poco dignitose. Anche su questo nessuna ombra deve restare e ho disposto un’inchiesta amministrativa e ho chiesto il massimo della celerità».