CARA di Mineo: fondi tagliati del 60%. Migranti, Salvini vuole prenderli per fame

di Lucio Fero
Pubblicato il 22 novembre 2018 10:05 | Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2018 10:05
CARA di Mineo (Sicilia): fondi tagliati del 60%. Migranti, Salvini vuole prenderli per fame

CARA di Mineo: fondi tagliati del 60%. Migranti, Salvini vuole prenderli per fame (foto di archivio Ansa)

ROMA – CARA di Mineo: fondi tagliati del 60 per cento. CARA che è meglio scriverlo tutto in maiuscolo perché non è l’inizio di una lettera ad una amica, non è aggettivo dolce. E’ invece acronimo (sigla) con cui si individua e si chiama quello che è il più grande centro di accoglienza per migranti d’Europa. CARA di Mineo. Mineo, Catania, Sicilia. 

Per il CARA di Mineo, per quelli che ci vivono dentro e per quelli che dentro ci lavorano, fino ad ieri, fino a Salvini ministro, lo Stato italiano stanziava e spendeva circa 100 milioni ogni tre anni. Questa l’entità dell’ultimo appalto vinto da chi gestiva il CARA. Cento milioni per assistenza sanitaria, igiene, vitto…30 e passa milioni l’anno sono pochi o tanti? In ogni caro erano. Salvini ministro ha fatto in modo che i milioni scendessero per il prossimo triennio. Un taglietto? Non proprio, da 100 per tre anni i milioni per il CARA sono diventati 40. Meno della metà.

E l’effetto si è visto. Si è visto due volte. La prima piace molto a Salvini che ne rivendica la paternità: sono diminuiti i migranti nel CARA di Mineo. Ora secondo servizio del Tg7 sono circa 1700, sono stati quasi tremila. E Salvini ne è soddisfatto, dice: volevamo meno migranti in quel centro. Ci è riuscito, obiettivo raggiunto.

Il secondo effetto del passare da 100 milioni a 40 è stato quello (vedere ancora il servizio del Tg7) della drastica riduzione del personale medico e in generale dei servizi sanitari e igienici per il campo e per chi ci vive. Insomma ora senza soldi meno medici, medici ogni tanto, meno cure, meno controlli, meno igiene, meno salute. E in generale, ovviamente quando levi più della metà dei soldi, condizioni di vita nel centro al limite dell’incivile dell’intollerabile.

Questo Salvini non lo rivendica, no di certo. Ma la strategia complessiva è chiara e la diminuzione, anzi il più che dimezzamento dei soldi per i migranti ne è l’asse. La strategia è prenderli per fame i migranti. Anzi, non proprio i migranti, qui si tratta di prendere per fame i migrati, quelli già arrivati in Italia. Tagliare i rifornimenti, tagliare fin quasi a togliere i servizi. Ridurre all’osso, all’osso anche scarnificato l’accoglienza. In modo che la notizia corra, giunga ai migranti che ancora devono partire e li sconsigli. sconsigli loro l’Italia come destinazione perché in Italia dopo che sei sbarcato fai la fame o quasi.

A agli sbarcati, ai migrati razione minima. Così vengono sempre meno con la scodella in mano. La pacchia è finita e prenderli per fame sono la mano destra e quella sinistra della politica di Salvini per immigrati, migranti e migrati, insomma quelli. La mano destra e quella sinistra ed entrambe sanno bene quella che fa l’altra.

Poi magari quelli buttati fuori dai CARA a forza di razioni minime e cessi intasati e infermieri e medici spariti te li ritrovi per strada in qualche città organizzati come clan più o meno delinquente. O te li ritrovi sotto un ponte e sotto un cartone a delinquere per nulla ma a vivere, sopravvivere in condizione sub umana. Allora la brava gente dirà: che schifo! Basta! E arriverà Salvini con la ruspa a spazzare via quelli che aveva buttato in strada dopo averli cacciati per fame.