Tagli a statali, stop concorsi, no blocco tariffe: ok decreto spending review

Pubblicato il 3 Luglio 2012 19:18 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2012 1:56

ROMA – Tagli agli statali, blocco dei concorsi per i dirigenti delle Pa, taglio delle Province posticipato, tagli alla sanità… queste le principali voci della spending review secondo indiscrezioni sulla bozza che sono girate in giornata. Voci che il governo ha smentito sostenendo che il testo è in via di definizione. Intanto è arrivato il sì dell’Aula della Camera al decreto legge sulla spending review. Il testo, leggermente modificato a Montecitorio, è stato approvato con 387 sì 20 no e 47 astenuti. A questo punto il decreto torna al Senato, e scade il 7 luglio.

Arriva la stretta sugli statali: il primo decreto legge sulla spending review che il governo dovrebbe varare entro venerdì taglierà del 10% la pianta organica dei dipendenti pubblici e del 20% quella dei dirigenti. Ma Palazzo Chigi in serata smentisce tutte le indiscrezioni circolate in queste ore che vedono allargarsi ‘a dismisura’ e su tutti i settori le voci di ulteriori pesanti tagli: ”ogni contenuto diffuso e’ da considerarsi privo di fondamento. Il Governo precisa inoltre – si legge in una nota di palazzo Chigi – che il provvedimento è ancora in corso di stesura, in virtu’ degli incontri intercorsi in data odierna con le parti sociali e gli enti locali e alla luce del confronto con i Ministeri interessati”.

Provvedimento nel quale, come confermato anche dal premier, Mario Monti, non ci sara’ nessun blocco delle tariffe. Inoltre nell’ultima bozza del decreto circolata e confermata da fonti di governo non si prevede l’accorpamento delle province che invece sarà contenuto nella parte che riguarda la ristrutturazione dello Stato, prevista nella terza fase dell’intervento. Il taglio di beni e servizi nella sanita’ inoltre non sara’ in percentuale fissa ma variabile. E lo stesso accadra’ per i contratti di servizi.

Tornando al pubblico impiego le misure annunciate oggi vorranno dire che nell’immediato il personale potrebbe rimanere anche invariato e che pero’ si stabilisce un tetto per il prossimo futuro che le amministrazioni dovranno rispettare. Un intervento che si accompagnera’ ad un altro ventaglio di misure, dalla messa in mobilita’ per due anni ai prepensionamenti (con possibili deroghe alla riforma Fornero, denunciano i sindacati). Le misure illustrate agli enti locali e alle parti sociali saranno pero’ precedute da un’accurata verifica, ha promesso il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi.

5 x 1000

Il governo e’ pronto a varare due decreti legge, uno entro questa settimana e uno entro agosto: la prima tranche fara’ perno oltre che sul pacchetto pubblico impiego, sulla razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi targata Enrico Bondi. Il commissario ha passato sotto la lente 60 miliardi di spesa e 54 ”tipologie merceologiche” e in alcuni casi ha valutato la possibilita’ di risparmiare fino al 61% attraverso l’individuazione dei cosiddetti costi standard. Si tratta di un’operazione che interessa tutte le amministrazioni ma che per alcuni settori assume dimensioni piu’ significative.

Tra queste in pole c’e’ la sanita’, per la quale si stimano risparmi aggiuntivi di circa tre miliardi nel triennio. Di questi circa uno dovrebbe arrivare nell’immediato. Infine, altro capitolo sul quale dovrebbe intervenire subito l’Esecutivo e’ quello della giustizia: dovrebbe infatti confluire nel prossimo decreto legge il taglio dei tribunali piu’ piccoli. Rinviato al secondo tempo invece la riorganizzazione della ‘periferia’ dello Stato, a partire dal taglio delle province (che si trascina una riduzione di molti uffici, dalle prefetture agli uffici scolastici senza escludere molto probabilmente anche le questure). Cio’ che e’ certo, mette in chiaro il viceministro all’Economia Vittorio Grilli, ”non e’ piu’ sostenibile e lo Stato non puo’ piu’ riuscire a gestire i costi molteplici delle strutture territoriali statali”.

Ecco le principali misure:

Blocco degli stipendi. Per due anni, dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2014, lo stipendio dei dipendenti delle società pubbliche non potrà superare quello del 2011.

Sospesi i concorsi. Sono sospesi i concorsi per l’accesso alla prima fascia dirigenziale, “non oltre il 31 dicembre 2015”.

P.A., ridotte le assunzioni. Le spese del personale della P.A. vengono ridotte in questo modo: le “facoltà assunzionali” sono ridotte al 20% per tutte le amministrazioni nel triennio 2012-2014, del 50% nel 2015 e del 100% a decorrere dal 2016.

Riduzione dei permessi sindacali. A partire da gennaio del 2013, i permessi sindacali saranno ridotti del 10%. “I contingenti dei distacchi sindacali e dei permessi sindacali retribuiti … sono ulteriormente ridotti del 10%. La riduzione è effettuata a decorrere dal 1 gennaio 2013”.

Ferie obbligatorie a Ferragosto, Natale e Capodanno. Gli uffici pubblici resteranno chiusi nella settimana di Ferragosto e in quella tra Natale e Capodanno e gli statali saranno messi in ferie.

Taglio del personale. Estensione a tutte le amministrazioni pubbliche della riduzione delle piante organiche attraverso un ‘taglio’ del personale del 10% per i dipendenti e del 20% per i dirigenti.

Buoni pasto non oltre 7 euro. I buoni pasto degli statali non potranno superare i 7 euro a partire dal 1 ottobre prossimo.

Dimezzata spesa auto blu. Nel 2013 la spesa per le auto blu non dovrà superare il 50% di quanto speso nel 2011. “A decorrere dall’anno 2013, le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, incluse le autorità indipendenti, non possono effettuare spese di ammontare superiore al 50 per cento della spesa sostenuta nell’anno 2011 per l’acquisto, la manutenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture, nonché per l’acquisto di buoni taxi; il predetto limite può essere derogato, per il solo anno 2013, esclusivamente per effetto di contratti pluriennali già in essere”.

Taglio spese Presidenza del Consiglio. Riduzione delle spese di funzionamento della Presidenza del consiglio dei Ministri per un totale di 15 milioni di euro al 2013. “La Presidenza del Consiglio dei Ministri procede ad operare interventi di riduzione delle spese di funzionamento sul proprio bilancio autonomo – si legge nel testo – tali da comportare un risparmio complessivo di 5 milioni di euro per l’anno 2012 e 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013”.

Iva, aumento congelato nel 2012. “Sospensione per l’anno 2012 dell’incremento dell’Iva e riduzione dell’incremento dell’Iva a decorrere dall’anno 2013”. Nella bozza si valuta anche l’eliminazione dell’ulteriore incremento di 0,5 punti dal 2014.

Esodati. Vengono salvati ulteriori 55.000 lavoratori esodati rispetto ai 65 mila già interessati. Lo stabilisce il dl sulla spending review di cui l’Agi è in possesso.

Sanità. Circa 30mila posti letto in meno negli ospedali pubblici italiani, con un rapporto di 3,7 posti letto per mille abitanti contro gli attuali 4,2. Il testo prescrive che “le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano, entro il 30 novembre 2012, provvedimenti di riduzione dello standard dei posti letto ospedalieri accreditati ed effettivamente a carico del servizio sanitario regionale, ad un livello non superiore a 3,7 posti letto per mille abitanti, comprensivi di 0,7 posti letto per mille abitanti per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie, adeguando coerentemente le dotazioni organiche dei presidi ospedalieri pubblici”. In sostanza, i posti letto passeranno da 252mila a 222mila. Conseguentemente a tale riduzione, anche attraverso una verifica, sotto il profilo assistenziale e gestionale, della funzionalità dei piccoli ospedali pubblici “è promosso l’ulteriore passaggio dal ricovero ordinario al ricovero diurno e dal ricovero diurno all’assistenza in regime ambulatoriale, favorendo l’assistenza residenziale e domiciliare”.

Tre miliardi in meno al Fondo sanitario nazionale. Il fondo sanitario nazionale viene tagliato di tre miliardi in due anni: un miliardo per il 2012 e due per il 2013. “Le predette riduzioni – si legge nel testo – sono ripartite fra le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano secondo criteri e modalità proposti in sede di autocoordinamento dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano medesime, da recepire” entro “il 30 settembre 2012, con riferimento all’anno 2012 ed entro il 30 novembre 2012 con riferimento agli anni 2013 e seguenti”.

Farmacie. “A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto – si legge – l’ulteriore sconto dovuto dalla farmacie convenzionate (…) è rideterminato al valore del 3,65 per cento. Limitatamente al periodo decorrente dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino al 31 dicembre 2012, l’importo che le aziende farmaceutiche devono corrispondere alle Regioni (…) è rideterminato al valore del 6,5 per cento. Per l’anno 2012 l’onere a carico del Servizio sanitario nazionale per l’assistenza farmaceutica territoriale (…) è rideterminato nella misura del 13,1 per cento”. Dal 2013, questo stesso tetto è ulteriormente abbassato all’11,5% “al netto degli importi corrisposti dal cittadino per l’acquisto di farmaci ad un prezzo diverso dal prezzo massimo di rimborso stabilito dall’AIFA”.

Fondi Università -200 milioni. Dal 2013 il fondo per il finanziamento ordinario delle università sarà ridotto di 200 milioni. In particolare, si legge nel documento, al fine di “ottimizzare l’allocazione delle risorse” e “migliorare la qualità” delle attività formative dei dirigenti e dei funzionari pubblici garantendone l’eccellenza e l’interdisciplinarietà” sono individuate “idonee forme di coordinamento tra le scuole pubbliche di formazione, gli istituti di formazione e le altre strutture competenti ed è riformato il sistema di reclutamento e formazione dei dirigenti e dei funzionari pubblici anche mediante adeguati meccanismi di collegamento tra la formazione propedeutica all’ammissione ai concorsi e quella permanente”.

Fondi alle scuole non statali. Per le scuole non statali arrivano fondi per 200 milioni.

Missioni di pace: -8,9 milioni. Il fondo per le missioni di pace è ridotto di 8,9 milioni già per quest’anno.

Radio e Tv locali, contributi ridotti. Contributi a favore di radio e tv locali ridotti di 30 milioni a decorrere dal 2013.