Violenza donne, Codice rosso è legge: indagini sprint e pene più severe. Pd e Leu astenuti

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Luglio 2019 23:26 | Ultimo aggiornamento: 17 Luglio 2019 23:29
Violenza donne, Codice rosso è legge: indagini sprint e pene più severe. Pd e Leu astenuti

In una immagine di archivio Ansa, le scarpe rosse divenute simbolo della violenza di genere

ROMA – Indagini più veloci e pene più severe nei casi di violenza sessuale e stalking ma anche nuovi reati come quello di revenge porn, sfregi al volto e lo stop ai matrimoni forzati. Sono le principali novità del cosiddetto Codice rosso, il disegno di legge che modifica il codice di procedura penale sulla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Il testo, approvato dal Senato in via definitiva con 197 sì e 47 astenuti, tra i quali Pd e LeU, è legge.

Il via libera viene accolto con soddisfazione dal governo giallo-verde: “E’ un primo importante passo”, esulta il premier Giuseppe Conte che va “nella direzione della rivoluzione culturale di cui il nostro Paese ha fortemente bisogno”. Quella di dare, aggiunge Matteo Salvini, “più sicurezza e protezione per le donne vittime di violenza”. Il nuovo pacchetto di norme rappresenta “un miracolo”, chiosa il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno che subito dopo l’ok in Senato, chiama al telefono l’amica e compagna di battaglie civili Michelle Hunziker con cui nel 2007 ha fondato la onlus “Doppia Difesa”, nata per aiutare “chi ha subito discriminazioni, abusi e violenze”.

Le donne ora, sottolinea Bongiorno, “potranno chiedere e ottenere giustizia entro tre giorni”. Di fronte a quella che è una vera e propria emergenza sociale anche secondo il guardasigilli Alfonso Bonafede, lo “Stato dà una risposta molto forte: dice ad alta voce che le donne in Italia non si toccano”, sottolinea il ministro.

Decisamente meno entusiaste le opposizioni: Forza Italia parla di “un piccolo passo avanti”, mentre il Pd è più tranchant e lo definisce uno “spot pubblicitario“.

Ecco le misure principali del provvedimento.

DENUNCE E INDAGINI – La polizia giudiziaria dovrà comunicare al magistrato le notizie di reato di maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate avvenute in famiglia o tra conviventi. E la vittima dovrà essere sentita dal pm entro 3 giorni dall’iscrizione della notizia di reato.

VIOLENZA SESSUALE – Le pene salgono a 6-12 anni rispetto a oggi, quando la reclusione minima è di 5 anni e quella massima di 10. La violenza diventa aggravata in caso di atti sessuali con minori di 14 anni a cui è stato promesso o dato denaro.

STALKING – Si rischia il carcere fino a un massimo di 6 anni e sei mesi.

BOTTE IN FAMIGLIA – Per maltrattamenti contro familiari o conviventi, la reclusione sale fino a 7 anni. Previste aggravanti.

SFREGI – Il codice penale si arricchisce di un articolo sui casi di aggressione a una persona, con lesioni permanenti al viso fino a deformarne l’aspetto. Il responsabile è punito con la reclusione da 8 a 14 anni. Se lo sfregio provoca la morte della vittima, scatta l’ergastolo.

STOP ALLE NOZZE FORZATE – Chi induce un altro a sposarsi usando violenza, minacce o approfittando di un’inferiorità psico-fisica o per precetti religiosi, viene punito da uno a cinque anni di carcere (fino a 6 se ci sono minorenni).

REVENGE PORN – Chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda foto o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito di una persona senza il suo consenso, rischia da uno a sei anni di carcere e una multa da 5000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o acquisito le immagini, le invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso dell’interessato per danneggiarlo. Pena più aspra se l’autore della vendetta è il coniuge o un ex o se sono stati usati strumenti informatici. (Fonte: Ansa)