Iran/ Primi processi contro dimostranti antigovernativi cominceranno sabato, testimonianze di brutalità nelle prigioni

Pubblicato il 29 Luglio 2009 19:54 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2009 19:54

195648_BAG126_PEOPLES_MUJAHEDEENLe autorità iraniane hanno annunciato mercoledi che i primi processi a carico dei dimostranti antigovernativi scesi per le strade di Teheran per contestare il risultato delle controverse elezioni presidenziali del 12 giugno avranno inizio sabato prossimo, a quanto riferisce l’Associated Press.

Secondo l’agenzia ufficiale Irna, citata dall’Ap, svariati capi di accusa sono stati formulati contro «una ventina» di detenuti ritenuti responsabili di «aver pianificato e compiuto atti di sabotaggio».

L’annuncio ha suscitatola rabbia dell’opposizione guidata da Mir Hossein Mousavi, il candidato riformista sconfitto dal presidente uscente Mahmoud Ahmadinejad, che Mousavi accusa di aver vinto tramite massicci brogli. In coincidenza dell’annuncio dell’imminente inizio dei processi, da parte di detenuti rilasciati sono emersi raccapriccianti testimonianze del trattamento subito dai prigionieri.

I testimoni hanno parlato di 200 detenuti ammassati in un’unica cella buia e periodicamente picchiati a manganellate dalle guardie carcerarie. Altri hanno detto che molti prigionieri sono stati costretti ad inginocchiarsi ed a leccare le latrine. Ad altri sono state strappate le unghie. Si è inoltre appreso che un numero imprecisato di detenuti sono morti in prigione in circostanze misteriose, incluso il figlio di un importante esponente governativo che si era unito ai dimostranti. L’opposizione sostiene che svariati detenuti vengono torturati per estorcergli false confessioni da usare nei processi.

Giovedi Mousavi organizzerà una manifestazione in memoria dei dimostranti morti durante la sanguinosa rappresaglia dei disordini, e l’evento potrebbe scatenare nuovi tafferugli con le forze dell’ordine. La manifestazione coincide con il quarantesimo giorno dalla morte di Nada Agha Soltan, la giovane donna uccisa a fucilate durante le proteste e diventata il simbolo della ribellione contro il regime.

Mousavi e un altro esponente riformista, Mahdi Karroubi, terranno la manifestazione nel grande cimitero di Behesht-e Zahra, nei sobborghi meridionali di Teheran, dove sono sepolti alcuni dei dimostranti uccisi durante i disordini. Originariamente avrebbe dovuto svolgersi davanti alla moschea Mosalla, la principale di Teheran, ma le autorità l’hanno vietato.