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Sudafrica. Lindiwe Mazibuko, nuova faccia nera per partito dei bianchi

di Licinio Germini
Pubblicato il 14 Novembre 2011 12:17 | Ultimo aggiornamento: 14 Novembre 2011 12:17

Indiwe Mazibuko

CITTA’ DEL CAPO, SUDAFRICA -Una donna nera di 31 anni, Lindiwe Mazibuko, è stata eletta in Sudafrica leader parlamentare dell’Alleanza Democratica (AD), principale forza di opposizione all’African National Congress (ANC) che governa il Paese dalla fine dell’apartheid 18 anni anni fa. Compito di Mazibuko è di eliminare tra i neri la convinzione che l’AD è un partito di bianchi che non riuscira mai a sottrarre voti all’ANC, ed offrire al Paese un’alternativa al governo del partito unico.

Mazibuko non ha una grande esperienza politica, essendo stata eletta al parlamento solo due anni fa, il che consente ai suoi critici di accusarla di essere una sorta di novizia. I suoi sostenitori sono invece convinti che la sua eloquenza ed intelligenza attireranno elettori neri della classe media verso l’AD, che è tuttora a grande maggioranza un partito di bianchi, pur sempre di tendenze progressiste.

Da quando è andato al potere nel 1994, l’ANC ha stravinto tutte le elezioni, lasciando all’AD i voti dei bianchi, degli indiani e dei ”colored”, o meticci. Nondimeno, opinione diffusa è che l’AD abbia governato bene il Western Cape, la provincia che controlla, combattendo efficacemente la criminalità. Gli elettori l’hanno premiata: dal 2 per cento dei voti nel 1994, è salita al 24 per cento nelle elezioni amministrative del maggio scorso.

D’altra parte, a giudizio degli analisti Mazibuko, nonostante il suo inglese impeccabile e un’istruzione in ottime scuole private, difficilmente riuscirà a convogliare nell’AD una parte significativa della maggioranza sudafricana nera, a tutt’oggi molto povera e con un alto tasso di disoccupazione. ”Intenzione dell’AD è di puntare sulle sue miserevoli condizioni per attrarre voti con promesse di migliori condizioni”, rileva l’analista politico indipendente Nic Borain, ”ma io non credo che molti elettori dell’ANC si lasceranno convincere”. Certo, aggiunge Borain, Mazibuko è la prima donna nera che lancia una seria sfida al monopolio del potere dell’ANC, e la prima che vuole offrire al Sudafrica una praticabile alternativa al sistema del partito unico.

L’elezione a leader parlamentare di Mazibuko, ha scrito il quotidiano Cape Times, indica che l’AD sta intensificando gli sforzi per estendere la sua capacità di attrazione al di là del suo elettorato tradizionalmente bianco, ma anche tra etnie come i ”colored”e gli indiani, molti dei quali hanno sempre diffidato dell’ANC, molto spesso per via delle differenze razziali tra loro e i neri. Naturalmente il partito vorrebbe fare breccia anche tra questi ultimi, e alle ultime amministrative ha ottenuto qualche successo, seppur limitato.

”Io vivo in un giovane Paese che ha bisogno di una alternativa all’ANC”, ha dichiarato la giovane leader al Sunday Telegraph. L’AD è stato in precedenza considerato come il ”rifugio” dei bianchi progressisti, ma oggi alcuni lo considerano come il partito sudafricano maggiormente integrato sotto il profilo razziale per via dell’adesione di ”colored’ e indiani. Certo, rilevano gli osservatori, con solo il 6 per cento di sostenitori neri ci vorrà del tempo prima che possa rappresentare una vera sfida all’ANC, che gode ancora di grande popolarità per aver combattuto contro l’apartheid e conquistato la libertà.

Ma da quando è andato al potere l’Anc ha governato meno che bene. La rampante corruzione, uno sgangherato sistema educativo, il fallimento della cosiddetta politica del”Black Economic Empowerment”, che doveva risollevare le condizioni dei neri, ed i favori distribuiti dal presidente Jacob Zuma alla locale ”casta”, hanno reso il Sudafrica uno dei Paesi più ineguali del mondo. Quasi il 40 per cento della popolazione, 50 milioni di abitanti di cui 40 milioni neri, è al di sotto dei limiti di indigenza, mentre altri hanno accumulato vaste ricchezze.

Dice Mazibuko: ”Quello che staiamo cercando di fare è attrarre gente che non vuole vendette, che non vuole una dominazione nera al posto di quella bianca, che vuole costruire il futuro assieme ma che esita a venire da noi perchè non è ancora sicura se si può fidare”.