Ucraina: ancora più sanzioni per la Russia. Putin: “Lavorate contro la pace”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 settembre 2014 17:41 | Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2014 17:43
Ucraina: ancora più sanzioni per la Russia. Putin: "Lavorate contro la pace"

Vladimir Putin e Barack Obama al G20 dell’anno scorso (Ap-LaPresse)

ROMA – Sulla Russia di Putin, in reazione alla crisi in Ucraina, un fuoco incrociato di sanzioni economiche arriva dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea. La reazione di Mosca, che deve già affrontare le prime conseguenze come la svalutazione del rublo, non si è fatta attendere. Il presidente Vladimir Putin ha accusato Usa ed Europa di “lavorare contro la pace” e di “aver usato la crisi ucraina per rianimare la Nato”.

Le sanzioni Ue contro la Russia “di fatto rappresentano passi che minano il processo di pace in Ucraina. Le sanzioni – ha proseguito il leader del Cremlino – non sono mai state efficaci come strumento di politica estera e non portano mai i risultati attesi, danneggiano coloro che vi fanno ricorso e quelle antirusse non sono un’eccezione”. La crisi ucraina è sfruttata per “rianimare la Nato come strumento politico”.

Il presidente russo ha denunciato che la crisi ucraina “è uno strumento per sconvolgere in qualche modo le relazioni internazionali” e che “l’Ucraina viene usata come un ostaggio” al fine di “rianimare la Nato non tanto come organizzazione militare ma come uno degli elementi chiave della politica estera degli Stati Uniti in modo da consolidare i suoi satelliti”.

Il nuovo round di sanzioni europee contro la Russia che colpiscono finanza, energia e difesa, sono entrate in vigore questa mattina (12 settembre) con la loro pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Misure che prevedono anche il congelamento dei beni ed il divieto di viaggio per personalità russe ed ucraine accusate di essere implicate nel conflitto in Ucraina.

Col nuovo pacchetto di sanzioni si restringe l’accesso ai mercati finanziari europei per i giganti del petrolio russo Rosneft, Gazprom Neft, e Transneft, compagnia che possiede il più grande oleodotto al mondo. Nel mirino si trovano anche le società aeronautiche e aerospaziali Opk Oboronprom e United Aircraft Corporation, e Uralvagonzavod, società che fabbrica macchinari per la produzione e la costruzione di prodotti metallurgici, anche a uso bellico. Le misure vietano la concessione di prestiti e acquisti di azioni e obbligazioni con scadenze superiori ai 30 giorni a queste entità. Nel pacchetto ci sono inoltre nuove restrizioni sulle esportazioni di beni e tecnologie a dual use (uso civile e militare), su alcuni servizi connessi alla fornitura di armi e materiale militare, e l’introduzione dell’obbligo di autorizzazione preventiva, sulla vendita di tecnologie per l’industria petrolifera in Russia (acque profonde, prospezione e produzione nell’Artico, e olio di scisto).

Il Dipartimento del Tesoro americano ha fornito oggi i dettagli delle ulteriori sanzioni contro la Russia annunciate ieri (11 settembre) da Barack Obama. Provvedimenti che colpiscono anche Sberbank, la maggiore banca statale russa. Il Tesoro ha sottolineato che l’inasprimento delle sanzioni riguarda oltre al settore bancario, anche quelli dell’energia e della difesa.

Il Tesoro ha anche ”imposto sanzioni che vietano l’esportazione di beni, servizi (non inclusi quelli finanziari) o tecnologia” che possa aiutare la produzione di petrolio nel mar Artico a cinque società energetiche russe attive in questo tipo di progetti. Si tratta di Gazprom, Gazprom Neft, Lukoil, Surgutneftegas e Rosneft. Una mossa queste che potrebbe pesare su Exxon, colosso dell’energia americano, che ha siglato due anni fa un accordo per un progetto nel mar Artico con Rosneft.

Il Tesoro ha dichiarato che ”Le azioni odierne mostrano la nostra determinazione ad aumentare i costi per la Russia fino a quando continuerà a violare la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina. Gli Stati Uniti, in collaborazione con l’Unione Europea, imporranno sanzioni per isolare la Russia dal sistema finanziario internazionale a meno che la Russia non abbandoni la strada che ha preso e lavori per una soluzione diplomatica della crisi”.

Intanto, la banca centrale russa ha deciso di mantenere invariato il tasso di sconto, al momento all’8%, ma ha precisato di essere pronta ad aumentarlo se l’inflazione dovesse continuare a essere elevata. La banca centrale ha fatto sapere che l’inflazione è aumentata ulteriormente tra fine agosto e inizio settembre a causa “dell’aggravarsi della situazione geopolitica”, della caduta del rublo e dell’embargo dei prodotti alimentari occidentali ed è attualmente al 7,7%.

Se la Russia si lecca le ferite, anche la Exxon non fa salti di gioia. Il colosso petrolifero americano, una delle storiche sette sorelle del petrolio, ha siglato due anni fa un accordo con la russa Rosneft per un progetto di trivellazioni nel mare artico, un piano che allora veniva considerato in grado di rafforzare le relazioni fra Stati Uniti e Russia. L’inasprimento delle sanzioni contro Mosca, potrebbero invece colpire il progetto Exxon-Rosneft, mettendo a rischio – riporta il Wall Street Journal – una delle migliori chance del gigante energetico americano di trovare e mettere mano su una significativa quantità di petrolio. Nessuna società petrolifera occidentale ha un’esposizione più diretta di Exxon alla Russia, grazie all’accordo da 3,2 miliardi di dollari che consentirebbe a Exxon di accedere all’equivalente di miliardi di barili di petrolio e gas. Exxon sta ”valutando le sanzioni” afferma Alan Jeffers, portavoce della società. ”E’ nostra politica rispettare le leggi”.