Per combattere Al Qaeda forze speciali e droni Usa nello Yemen

Pubblicato il 1 novembre 2010 14:17 | Ultimo aggiornamento: 1 novembre 2010 14:32

Forze speciali Usa

Il braccio di Al Qaeda che si è installato nel poverissimo e dilaniato Yemen è diventato negli ultimi mesi troppo attivo e pericoloso per lasciare indifferenti gli strateghi di Washington.

I due pacchi bomba che domenica, quasi certamente confezionati da Al Qaeda, dovevano colpire sinagoghe a New York e fortunatamente intercettati, sono stati probabilmente la goccia che per Washington ha fatto traboccare il vaso.

Non che finora l’Al Qaeda yemenita sia stata lasciata tranquilla. Il fragile governo di San’a bombarda le sue postazioni in collaborazione con gli americani, che non di rado fanno le cose per conto loro.

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Ma il governo yemenita è troppo dipendente dall’appoggio delle riottose tribù sulle montagne per calcare troppo la mano, senza contare che l’antiamericanismo è largamente diffuso tra la popolazione. Così la leadership di Al Qaeda nello Yemen non ha subito danni e viene definita la più attiva e pericolosa nel mondo.

I consiglieri politici e militari del presidente Barack Obama lo hanno quindi convinto ad espandere le opzioni militari Usa nello Yemen, il che, tradotto, significa che entreranno in ballo le squadre delle forze speciali, con i loro vfamigerati hunter-killers, sotto la giurisdizione della Cia, cui verrà assegnato un numero maggiore di droni.

E questa volta Cia e forze speciali non avranno le mani legate dai rapporti col governo di San’a, perchè le operazioni contro Al Qaeda saranno segrete in maniera che gli americani possano negare tutto qualora scoperti.

Utilizzare unità militari controllate dal Pentagono ma gestite dalla Cia non accade per la prima volta. Contingenti del Joint Special Operations Command sono già stati trasferiti alla Cia in altri Paesi, incluso l’Iraq, al fine di aggirare divieti dei governi locali. E i bombardamenti con i droni contro i militanti pakistani nelle regioni tribali avvengono all’insaputa e senza la collaborazione del governo di Islamabad. Gli americani, d’altra parte, non svolgono azioni indipendenti sul terreno in Pakistan.

La Cia svolge operazioni segrete sulla base di direttive presidenziali, che possono essere ampliate o ristrette a seconda delle circostanze. Informare il Conresso è di prammatica, ma le iformazioni sono controllate molto più severamente di semplici operazioni militari. Queste ultime, quando si svolgono in Paesi amici avvengono di concerto con i governi locali.