Rassegna Stampa

Manlio Cerroni e le telefonate con Beppe Fioroni per il termovalorizzatore

manlio cerroniROMA – Contatti continui tra il re delle discariche Manlio Cerroni ed esponenti del Pd, anche ad alto livello. Come per esempio Beppe Fioroni, allora ministro dell’Istruzione e sindaco di Viterb0, che però con Cerroni parla di termovalorizzatori (i suoi, ovviamente) e di incentivi. A raccontarlo, sul Corriere della Sera, è Ilaria Sacchettoni:

 

Manlio Cerroni pianificava il futuro? Il ministro ascoltava paziente. Tra incentivare nuove politiche di smaltimento e finanziare il consorzio Colari, la politica (storicamente) preferiva il consorzio. Così nel 2008 Cerroni interloquisce con Beppe Fioroni (Pd) in merito a possibili emendamenti in finanziaria per incentivare i termovalorizzatori (il suo, di Albano, ne beneficerà). Fioroni, all’epoca ministro della Pubblica istruzione, era stato sindaco di Viterbo, dove il pluri consorziato Cerroni era ben rappresentato, avendo la metà dell’associazione temporanea d’impresa che gestiva lo smaltimento rifiuti. Il rapporto tra i due non era recente.

 «Il tema fondamentale è il Cip 6 (finanziaria, ndr) chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato no?» suggerisce Cerroni «inamovibile rispetto alla necessità di attingere allo strumento Cip6» dicono i carabinieri del Noe nella loro relazione del 2012. Il 23 maggio il ministro richiama «Il Supremo» da «un’utenza intestata al ministero della Pubblica Istruzione», per dargli un numero di fax, al quale Cerroni deve inviargli documenti. In quel periodo i contatti tra Cerroni e il Pd sono assai intensi. In quello stesso periodo i carabinieri del Noe ricostruiscono un incontro avvenuto nella sede di Sant’Andrea delle Fratte (dov’erano appostati).

Un sistema costante di pressioni, condotto in prima persona o attraverso i suoi collaboratori. Spiega Sacchettoni:

 Per velocizzare l’autorizzazione di impatto ambientale la Colari preme su assessori (tra gli altri anche Michele Civita) e politici. E lo fa in prima persona oppure utilizzando il suoi alter ego in Regione, Mario Di Carlo. In una telefonata quest’ultimo lo rassicura anche su una possibile sponda in Provincia per far ottenere a Di Carlo la delega ai rifiuti in Regione (un rimpasto finalizzato a far fuori uno dei pochi oppositori, il Verde Filiberto Zaratti): «Zingaretti sta lavorando per farmi fare, cioè lu dice…secondo lui dovrei fare il vice presidente con la delega all’energia e ai rifiuti» riepiloga Di Carlo a Cerroni nello stesso periodo. Zaratti rallentava l’autorizzazione all’impatto ambientale dell’impianto di Albano? Esterino Montino mediava: «M’ha telefonato Mangoni, l’aveva chiamato Esterino.. dice.. a Zaratti non gli si può dar niente?.. e che je voi da j’hai dato tutto no!» esclama l’imprenditore. La priorità era «riaprire il procedimento della valutazione del gassificatore» riepilogano gli investigatori. Il resto, per Cerroni, era secondario. E quello che andava bene per lui, andava bene anche per il consiglio regionale.

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