Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “La puttanata”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 settembre 2013 8:29 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2013 8:29
Berlusconi, vignetta del Fatto Quotidiano

Berlusconi, vignetta del Fatto Quotidiano

ROMA – “La Puttanata”, questo il titolo dell’editoriale di Marco Travaglio (11 settembre). “La Puttanata – scrive Travaglio – non è soltanto una bugia, una cazzata, uno sragionamento, un’analisi disinformata, una negazione dei fatti e delle carte, un atto di servilismo, un’arrampicata sugli specchi, un diversivo per parlar d’altro: è tutte queste cose insieme.”

“A Porta a Porta, Vespa annuncia uno scoop (…) A Otto e mezzo la senatrice avvocata Maria Elisabetta Alberti Casellati Vien dal Mare sostiene fra le altre amenità che B. è innocente perché la gente l’ha votato…”

Ecco uno stralcio dell’editoriale:

A Porta a Porta, Vespa annuncia uno scoop: “La testimonianza, non messa agli atti del processo Mediaset, di Agrama davanti a Ghedini”. Segue imbarazzante filmato di Agrama che risponde a Ghedini leggendo le risposte da un foglietto sostenendo che B. non lo conosce, non gli risulta, forse non esiste. Schifani s’illumina d’immenso: “Una prova testimoniale importantissima”. Naturalmente, come tutte le indagini difensive, anche quella è agli atti del processo Mediaset. Ma non è una testimonianza, né tantomeno una prova testimoniale: Agrama è un imputato (poi condannato con B. e altri due) che esercita la facoltà – peraltro unica al mondo – di mentire. Peter Gomez lo fa notare, ma interviene Sallusti, noto giureconsulto della famiglia Addams: “Leggi la Costituzione! La verità degli imputati vale esattamente quanto quella dei pm”. Deve trattarsi della Costituzione di Disneyland: nella nostra il pm ha il dovere di cercare la verità, mentre l’imputato e il suo avvocato han diritto di mentire. Gomez ricorda che i fondi neri sui diritti Mediaset furono usati per corrompere politici, giudici e finanzieri. Vespa interrompe: “Invidio le tue certezze”. Ma non sono le certezze di Gomez: sono le sentenze definitive dei processi Mills e Mediaset. A Otto e mezzo la senatrice avvocata Maria Elisabetta Alberti Casellati Vien dal Mare sostiene fra le altre amenità che B. è innocente perché la gente l’ha votato e “tutti quelli che incontro per strada sperano che B. resti a continuare la sua attività politica”. Problema: posto che bastano 8 milioni di voti per rimanere senatori con una condanna a 4 anni per frode fiscale, quanti voti bisogna prendere per commettere un omicidio e restare in Parlamento?