Tasi, rischio aumenti nel 2015

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Dicembre 2014 13:27 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2014 13:27
Tasi, rischio aumenti nel 2015

Tasi, rischio aumenti nel 2015

ROMA – Senza la nuova unica tassa locale nel 2015 che potrebbe slittare nel 2016, come spiega Gianni Trovati del Sole 24 Ore, c’è un serio rischio “di super-rincari” per la Tasi del prossimo anno. Come scrive Sandro Iacometti di Libero: “La grande rivoluzione del fisco locale, tutte le tasse riunite in una sola gabella, sembrava da settimane lì lì per arrivare. All’inizio sembrava dovesse addirittura entrare nella legge di stabilità alla Camera. Poi si è detto che sarebbe stata introdotta al Senato. Un paio di giorni fa il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, ci ha spiegato che per la local tax il governo avrebbe usato provvedimenti diversi dalla legge di stabilità, ma comunque entro la fine dell’anno. Infine si è ipotizzato un intervento nei primi mesi del 2015. L’ultima versione, di fronte all’inevitabile complessità di un riordino generale dell’imposizione locale, è che non si esclude uno slittamento al 2016”.

L’articolo del Sole 24 Ore:

Sul piano politico, il nodo più intricato è ancora una volta rappresentato dal destino fiscale dell’abitazione principale. Il tetto di aliquota al 2,5 per mille (o 3,3 per finanziare le detrazioni), è in vigore solo per quest’anno, mentre dall’anno prossimo il tributo potrebbe volare fino al 6 per mille: in soldoni, significa che un bilocale da 60mila euro di valore fiscale, dopo aver pagato 40 euro di Imu nel 2012 e 150 di Tasi quest’anno, potrebbe versarne fino a 360 l’anno prossimo (con 100mila euro di base imponibile si arriva a 600 euro contro i 250-330 massimi di quest’anno). Una Tasi così potrebbe spremere fino a 10 miliardi dall’abitazione principale (invece dei 4 dell’Imu 2012), con una super-leva che ovviamente non sarebbe utilizzata da tutti i Comuni. Il rischio-aumenti, però, sarebbe diffuso, come mostra per esempio il fatto che il Comune di Bologna ha già deliberato il 3,3 per mille per il 2014, ma il 4,3 per mille per il prossimo anno. L’idea, allora, sarebbe quella di replicare il tetto di aliquote attuale, che però quest’anno era stato finanziato anche da 625 milioni di aiuto statale ai Comuni. Per questo il presidente dell’Anci, Piero Fassino, mette le mani avanti e chiede che «nel 2015 siano garantite le stesse risorse di quest’anno», perché una semplice proroga dei limiti attuali «sarebbe insostenibile per i Comuni» (…)

Nel frattempo, come accennato sopra, sembra cadere in extremis il decreto con la proroga al 26 gennaio del pagamento Imu sui terreni agricoli non più considerati esenti perché «montani». In teoria, quindi, entro martedì milioni di proprietari dovrebbero versare tutta l’imposta 2014 sui beni che hanno perso l’esenzione. Difficile che accada (mentre i 350 milioni ai Comuni sono già stati tagliati), vista l’incertezza alimentata dalle stesse promesse del Governo sul rinvio: una complessità che potrebbe portare almeno a uno stop alle sanzioni, come accaduto, in maniera in realtà piuttosto confusa, con l’acconto Tasi di giugno.