Homo Sapiens e Neanderthal: una convivenza di almeno 10 mila anni

Pubblicato il 4 Novembre 2011 0:10 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2011 14:34

Dentino da latte di Homo Sapiens di 40 mila anni fa

ROMA – L’Homo sapiens e’ in Europa da oltre 40.000 anni fa ed ha convissuto a lungo con l’uomo di Neanderthal, ma senza scambi ne’ culturali ne’ genetici. Sono le conclusioni, pubblicate su Nature, cui ha portato la nuova analisi di alcuni fossili trovati della Grotta del Cavallo, in Puglia, e in Gran Bretagna. In realtà gli scambi ci sono stati, in almeno 10 mila anni di convivenza tra le due specie.

I fossili risultano essere i piu’ antichi resti di Homo Sapiens finora noti. Si pensava, infatti, che l’Homo sapiens fosse apparso in Europa assai prima di 40.000 anni fa, in Romania, ”ma i ritrovamenti fatti in Puglia nella grotta Grotta del Cavallo di Uluzzo sono i piu’ antichi esistenti e dimostrano che il suo arrivo dall’Africa e’ precedente di alcuni millenni”, ha spiegato l’antropologo Francesco Mallegni, dell’universita’ di Pisa, che ha collaborato allo studio.

Le nuove analisi, eseguite da un gruppo internazionale del quale fanno parte le universita’ di Pisa e Siena, fanno inoltre luce su una lunga querelle che ha appassionato gli addetti ai lavori sulla possibilita’ che i Neanderthal e l’uomo moderno abbiamo condiviso scambi culturali e tecnologici e se i primi avessero evoluto una loro cultura, rimasta a lungo avvolta nel mistero e definita in Italia come Uluzziana.

”Negli ultimi dieci anni, grazie a nuove tecniche di datazione dei reperti e di analisi del Dna abbiamo rivisto il quadro cronologico di riferimento che hanno permesso di ricostruire un quadro piu’ chiaro”, ha spiegato Laura Longo, paleoantropologa del Museo di Storia Naturale di Verona e dell’ Ufficio Centro Storico di Firenze dell’Unesco.

Il rinvenimento in Puglia, diversi anni fa, di alcuni resti umani considerati erroneamente Neanderthal e delle testimonianze della presenza di una cultura in grado di fabbricare utensili aveva fatto pensare all’esistenza di un incrocio culturale e genetico tra le due specie in una fase di ‘transizione’, che si concluse con il sopravvento dei Sapiens sui Neanderthal.

La nuova datazione e la correzione di attribuzione dei fossili pugliesi, Sapiens non piu’ Neanderthal, chiarisce come la cultura di ‘transizione’ o Uluzziana fosse originata dagli Homo Sapiens. ”Possiamo dire con certezza che c’e’ stato un lungo periodo, di circa 10.000 anni, di coesistenza tra i due gruppi”, ha spiegato Longo, considerata la ‘mamma’ del Neanderthal dai capelli rossi grazie ai suoi studi genetici su un fossile rinvenuto a Riparo Mezzana.

”L’Italia ha dato un contributo fondamentale a risolvere questa lunga querelle,” ha concluso Longo. ”Grazie ai siti del Nord Italia e agli scavi in Puglia, coordinati da Annamaria Ronchitelli dell’Universita’ di Siena, siamo arrivati alle conclusioni che i due gruppi non hanno avuto scambi, e che i Sapiens, grazie a tecnologie piu’ efficaci e a gruppi piu’ numerosi, hanno gradualmente tolto gli spazi vitali ai Neanderthal”.