Ostia, ballottaggio con le urne blindate: affluenza in calo (8% alle 12)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 novembre 2017 11:55 | Ultimo aggiornamento: 19 novembre 2017 21:32
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Ostia, ballottaggio con le urne blindate: rebus astensione sul voto

ROMA – Giornata di ballottaggio a Ostia per scegliere il nuovo presidente del Municipio. A sfidarsi per la poltrona di mini-sindaco del litorale romano sono due donne: Giuliana Di Pillo, del Movimento 5 Stelle, e Monica Picca, in corsa per il centrodestra. Le urne, aperte alle sette, chiuderanno alle 23. I 183 seggi, dopo l’aggressione ad un giornalista, che ha portato all’arresto di Roberto Spada, e dopo il portone del circolo Pd bruciato da ignoti, saranno vigilati anche da agenti in borghese, con le forze dell’ordine impegnate a tutto campo per garantire la regolarità del voto e evitare “condizionamenti”.

Elementi che contribuiscono a tenere alto il rischio astensionismo, spettro che si è materializzato già venerdì nei comizi finali tenuti dalle due candidate nelle piazze semideserte di Ostia. A mezzogiorno ha votato l’8,6% degli aventi diritto, ovvero 15.968 cittadini. Rispetto alla stessa ora del primo turno del 5 novembre, quando l’affluenza era stata del 10,89%, si registrano 4.255 votanti in meno. Il 5 novembre alle 12 si erano recate alle urne, infatti, 20.223 persone.

Sono chiamati al voto 185.661 cittadini residenti nel X municipio di Roma: 96.179 donne e 88.862 uomini. L’ex circoscrizione esce da circa due anni di commissariamento per infiltrazioni criminali. A guidarla fino ad oggi è stata una commissione prefettizia presieduta da Domenico Vulpiani. Al primo turno ha votato il 36,1% degli aventi diritto: Di Pillo, che il 5 novembre ha incassato il 30,21% delle preferenze, stamane alle 10 voterà al seggio elettorale dei via Delle Rande; Picca, che corre sostenuta da FdI, Lega e Forza Italia e il 5 novembre ha raggiunto il 26,68% dei consensi, voterà un’ora dopo – alle 11 – in via Telemaco Signorini, ad Acilia.

Determinanti saranno i pacchetti di voti delle liste fuori dal ballottaggio: il Pd, che nel primo turno ha fatto registrare 13,6% delle preferenze, non ha dato indicazioni di voto lasciando «libertà di coscienza» agli elettori dem; CasaPound ha invitato il suo 9% a «non andare a votare», mentre il Laboratorio civico di don Franco De Donno (8,6% nel primo turno) potrebbe sostenere la candidata M5S Di Pillo.