Ultras, politici, sindacalisti: è il “sistema Doni” a Bergamo

Pubblicato il 21 Dicembre 2011 11:53 | Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre 2011 12:25

Cristiano Doni

BERGAMO – A Bergamo nessuno tocchi Doni, nemmeno se si vende le partite. In città funziona così: è il sistema Doni, il sistema Atalanta. Attorno al capitano dell’Atalanta (arrestato per la vicenda del calcio scommesse) c’erano ultras, politici, sindacalisti. Tutti uniti dalla passione per il calcio, tutti traumatizzati per le notizie degli ultimi giorni. Dopo la squalifica di quest’estate, con Doni si erano schierati società e curva. Ora anche loro non sono più sicuri di difendere la loro “bandiera”. Persino Vittorio Feltri (bergamasco doc) lo aveva difeso incondizionatamente sulla prima pagina del Giornale: “Doni è il più forte giocatore della storia dell’Atalanta, qualsiasi cosa abbia fatto non gli tolgo la mia amicizia”.

Gli intrecci tra calcio, politica e tifo organizzato sono spiegati da Niccolò Zancan su La Stampa. Doni, spiega Zancan, non è solo l’idolo dei tifosi. E’ anche amico “fraterno” di Claudio Galimberti, meglio noto come il “Bocia”. Il Bocia è il capo storico della curva Nord nerazzurra. Al Bocia è stato vietato l’ingresso in tutti gli stadi d’Italia.

Zancan racconta un episodio per spiegare chi è il Bocia: venerdì 9 dicembre tal Valfredo Pagano viene arrestato sotto casa con trenta dosi di cocaina. Secondo un’informativa della Digos erano destinate ad alcuni ultrà della Curva Nord, che quella sera sarebbero andati a festeggiare il natale al Covo di Campagnola insieme a giocatori e dirigenti dell’Atalanta. Il giorno dopo in tribunale alcuni tifosi vanno a capire come evolve la situazione. C’è il processo per direttissima. Quando incrociano il giornalista dell’Eco di Bergamo Stefano Serpellini, tre di loro lo seguono e lo tirano dentro un porticato.

A quel punto, prosegue Zancan, “Il bocia” dice al giornalista: “Se domani associate la cocaina alla curva, vengo al giornale, lo incendio e ti spacco le gambe. Non mi importa niente di andare in carcere”. Seguono insulti e una testata sul naso.

Il Bocia è legato, secondo Zancan, anche agli ambienti politici: “L’assessore regionale leghista Daniele Belotti compare nelle intercettazioni del “Bocia”, mentre gli suggerisce come organizzare meglio una protesta degli ultrà sotto la questura: è indagato anche lui”.

A favore di Doni si era schierato anche Stefano Petteni, dirigente regionale della Cisl: durante la manifestazione di giugno lo aveva difeso dal palco.

E Bergamo torna nella vicenda scommesse anche per il coinvolgimento dell’altra squadra cittadina, l’Albinoleffe, tirata in ballo da Filippo Carobbio (anche lui arrestato come Doni).