Sergio Ramos positivo al doping dopo la finale di Champions? Real Madrid: “Nessuna violazione”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Novembre 2018 5:30 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2018 0:48
Sergio Ramos positivo al doping? Uefa archivia, Real Madrid: no violazione

Sergio Ramos positivo al doping dopo la finale di Champions? Real Madrid: “Nessuna violazione” (Foto archivio Ansa9

ROMA – Sergio Ramos risultò positivo a un farmaco proibito dopo la finale di Champions League del 2017. Il calciatore aveva assunto desametasone prima della finale tra Real Madrid e Juventus a Cardiff. Solo un errore tecnico del medico del Real, che si è assunto la colpa così l’Uefa ha archiviato l’indagine. La notizia però è stata divulgata coi Football Leaks e ora il Real Madrid torna a ribadire: “Non ci fu nessuna violazione”.

La nuova rivelazione su Ramos arriva dai documenti ribattezzati “Football Leaks” ottenuti dal Der Spiegel e analizzati in Italia da L’Espresso insieme al consorzio Eic. Secondo i documenti, nel test antidoping dopo la finale di Champions del 2017 vinta dal real Madrid 4 a 1 con la Juve, Ramos risultò positivo al test antidoping per il desametasone, un glucocorticoide che ha proprietà antinfiammatorie. Una sostanza proibita nello sport dall’agenzia internazionale Wada, ma che può essere utilizzato dagli atleti in caso di “documentate necessità terapeutiche, a patto di comunicarlo alla vigilia della partita”.

Nelle carte consegnate dal Real Madrid prima della partita risultava che Ramos aveva assunto Celestone Cronodose, un farmaco simile. Dopo aver saputo dei risultati del test, l’Uefa si rivolse al medico della squadra che si è assunta la responsabilità dell’errore medico. Questo il motivo per cui l’inchiesta fu archiviata, anzi mai aperta.

Dopo che la notizia del test è stata divulgata nelle scorse ore, il Real Madrid in una nota ha dichiarato: “In relazione alla notizia pubblicata da Der Spiegel che riguarda il nostro capitano Sergio Ramos, il club rende noto: 

1) Sergio Ramos non ha mai violato la normativa sul controllo antidoping; 

2) L’Uefa ha chiesto informazioni puntuali e ha chiuso la questione immediatamente, come è abituale in questi casi, dopo le verifiche degli esperti dell’agenzia mondiale antidoping e della stessa Uefa;

3) Sul resto del contenuto dell’articolo, il club non si pronuncia vista l’evidente inconsistenza dello stesso”.

Anche l’Uefa ha smentito di aver coperto i risultati di positività al doping: “L’Uefa confuta con forza e categoricamente le infondate accuse secondo le quali avrebbe coperto i risultati di una positività al doping. Tutti i casi dei controlli anti-doping dell’Uefa sono condotti in conformità al codice della Wada (World Anti-Doping Agency). L’Uefa ha informato sia la Wada, sia la Fifa di tutti i casi come richiesto dal Codice della Wada. Abbiamo inoltre fornito dettagliate informazioni, relazioni degli esperti, e le prove durante la gestione di tali casi. È necessario sottolineare che sia la Wada, sia la Fifa hanno il diritto di ricorrere in appello contro ogni decisione presa dall’Uefa in materie di controllo anti-doping alla Corte arbitrale dello Sport di Losanna (Cas). Tuttavia né la Wada, né la Fifa hanno presentato un appello al Cas e la Wada, ha ufficialmente confermato che tutto è stato gestito in modo appropriato dall’Uefa e in conformità con il Codice”.