Sanremo, l’ultimo Festival di Vincenzo Mollica: “Lucio Dalla, Bowie e Fiorello… Ecco i momenti più belli”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Febbraio 2020 8:01 | Ultimo aggiornamento: 2 Febbraio 2020 8:01
Mollica, Ansa

Vincenzo Mollica (foto Ansa)

ROMA – Quello del 2020 sarà l’ultimo festival di Sanremo per l’inviato del Tg1 Vincenzo Mollica.

“Da Amadeus – racconta Mollica all’Adnkronos – mi aspetto un bel festival. Lo stimo molto, è un bravo conduttore e un grande appassionato di musica, che è fondamentale. Il suo garbo ne faceva uno dei candidati naturali ad entrare con il festival nelle case di tutti gli italiani. E poi per me questo festival sarà soprattutto una festa di congedo e mi fa un piacere immenso che proprio quest’anno ci siano Fiorello, Roberto Benigni e Tiziano Ferro a cui sono molto legato”.

“Sanremo – spiega – è diviso in tre fasi. C’è il prefestival che è fatto di polemiche, il festival che è fatto di canzoni e il postfestival che è fatto di oblio. Perché tutte le polemiche non se le ricorda nessuno e quello che restano sono le canzoni”.

“Dovevo andare in pensione lunedì scorso, il 27 gennaio, quando ho compiuto 67 anni. Ma la Rai – racconta – mi ha prorogato il contratto di un mese per permettermi di fare questo Sanremo. Un regalo dell’ad Fabrizio Salini e del direttore del Tg1 Giuseppe Carboni, che hanno subito accolto una scherzosa ma determinata campagna di Fiorello per farmi seguire per il tg questo ultimo festival, che per me è il 39mo”.

“Non solo – ha svelato – questo mi permetterà di compiere il 25 febbraio i miei 40 anni di Tg1, prima di lasciare la redazione il 29 febbraio”.

“Dopo 40 anni – continua – si chiude una stagione molto bella, direi fantastica, per me. Ma non vivo questa cosa con tristezza. Avere la possibilità di raccontare tante storie, avvenimenti, notizie importanti per la testata ammiraglia e nello spirito del servizio pubblico, è un’esperienza impagabile. Fui assunto dal primo direttore del Tg1, Emilio Rossi, che fu per me un grande maestro, mi insegnò molto bene come doveva comportarsi un giornalista del Tg1 e le relative responsabilità”.

“Il momento più emozionante? L’ultimo festival di Lucio Dalla nel 2012, quando dirigeva l’orchestra per Pierdavide Carone. Fu una settimana di incontri e chiacchiere con lui e Michele Mondella, il suo press agent storico e grande amico. Poco dopo il festival Lucio, come sappiamo, ci lasciò all’improvviso. Ma io conservo quei ricordi preziosi”-

Nel capitolo incontri indimenticabili con star internazionali, Mollica ha citato “Bruce Springsteen voce e chitarra nel 1996” e “Paul McCartney e George Harrison nello stesso Sanremo del 1998, ma separati. Tutti – ha raccontato il giornalista – speravamo in duetto improvvisato e invece no”. Infine, come dimenticare “l’intervista del 1997 a David Bowie che pensava al festival come ad una festa folkoristica. Poi – ha rivelato Mollica – capì quando gli parlai di Domenico Modugno”.

Fonte: Adnkronos.