Colosseo, parla una custode: “È una montatura, siamo aperti 363 giorni su 365”

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 16 Maggio 2014 13:16 | Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2014 13:16
Colosseo, parla una custode: "È una montatura, siamo aperti 363 giorni su 365"

Colosseo, parla una custode: “È una montatura, siamo aperti 363 giorni su 365” (LaPresse)

ROMA – Sul caso del Colosseo chiuso durante la notte dei Musei “per colpa dei custodi sindacalizzati che non si sono offerti volontari” si sono sentite molte campane sui giornali (il ministro della Cultura Dario Franceschini su tutti), ma poco la voce dei diretti interessati, anche quando alla fine l’accordo per tenere aperto il Colosseo è stato raggiunto.

Silvia, custode del monumento più famoso di Roma, ha chiamato “Prima Pagina”, trasmissione mattutina di Radiotre:

“Mi chiamo Silvia e telefono da Roma: sono una dipendente della Soprintendenza archeologica di Roma, sono una custode. Volevo far presente che questa questione del Colosseo è un po’ una montatura, perché il Colosseo è aperto 363 giorni l’anno, da due anni anche due sere a settimana in estate. La nostra offerta d’apertura è una delle più ampie d’Europa, perché i musei in Europa hanno orari molto più ridotti dei nostri, chiudono spesso alle 6 del pomeriggio. Se io vado ad Amsterdam e trovo chiuso il giorno di capodanno, non mi stupisco, lo trovo normale. Ecco a Roma non è così è aperto anche il giorno di capodanno.

Quindi non c’è una questione Colosseo. Perché i custodi per aprire si sarebbero trovati se le cose fossero state fatte con un po’ più di criterio. Il ministro ha fatto il programma dell’apertura senza prima chiedere ai custodi se ci fossero dei volontari interni. Ora si apre perché si sono trovati dei volontari esterni, ma si sarebbero comunque trovati.

Il fatto è che sul Colosseo c’è un’altra questione, come su tutta la Soprintendenza, ossia l’ingresso dei privati nella gestione. Ora, se si crea il caso, l’emergenza, questa cosa si gestisce in modo diverso che se si dovesse fare con un po’ più di calma, diciamo. I privati potrebbero entrare, a questo punto, perché siamo in emergenza. E non si sa come entrerebbero, e con quali contratti.

Io vi dico che nello Stato e nella Soprintendenza c’è un gestore nei servizi aggiuntivi – quindi nelle librerie, nelle biglietterie – che da anni vince gli appalti di gestione cambiando semplicemente nome, e che fa contratti, alle persone che lavorano lì, secondo me completamente folli. Perché una persona che lavora nelle librerie della Soprintendenza ha un contratto della multiservizi, quindi un contratto delle pulizie, perché così viene pagato di meno. E questo per me è assurdo.

Io non voglio ritrovarmi a lavorare, come custode, con una determinata retribuzione, e vicino a me un’altra persona che viene pagata la metà. Dobbiamo stare attenti a queste montature, perché questa è una montatura. Il Colosseo si aprirà come si sarebbe comunque aperto se si fosse fatta la cosa più… diciamo… con più criterio. Volevo dire questo”.