Charlie Hebdo, Coulibaly comprò armi con mutuo in banca da 5mila euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Gennaio 2015 16:39 | Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2015 14:15
Charlie Hebdo, Coulibaly comprò le armi con un prestito in banca da 5mila euro

Amedy Coulibaly

PARIGI – Amedy Coulibaly comprò in Belgio le armi della strage all’ipermarket kosher di Porte de Vincennes, e per prenderle chiese un mutuo da cinquemila euro alla finanziaria Cofidis. 

A confessarlo agli inquirenti è stato l’uomo che le ha vendute a Coulibaly, e che è andato di sua spontanea volontà alla polizia dopo aver visto il suo cliente nei filmati della strage. Cuolibaly indossava persino la stessa maglietta Skorpion indossata durante l’assalto al negozio di alimentari di Porte de Vincennes, come anche il lanciagranate Rpg e i kalashnikov in mano ai fratelli Said e Chérif Kouachi durante l’assalto alla sede del settimanale satirico Charlie Hebdo.

Alla polizia di Charleroi (Bruxelles) a cui si è consegnato l’uomo ha detto che all’epoca in cui vendette le armi a Coulibaly non era a conoscenza delle sue intenzioni. Non si sa se con i cinquemila euro di prestito Coulibaly abbia comprato anche le armi e gli esplosivi che sono stati trovati nel suo rifugio di Gentily (Val-de-Marne).

Oltre ai soldi del prestito, i terroristi del 7 gennaio avevano ricevuto anche fondi dall’Oriente, come riferisce sul Messaggero Francesca Pierantozzi:

” Il materiale necessario agli attentati sarebbe stato finanziato da Aqap (Al Qaida della penisola arabica) che avrebbe consegnato a Cherif Kouachi 20mila dollari cash nel 2011, come riferito alla Cnn da funzionari dell’amministrazione americana. Il «contratto» sarebbe stato concluso nello Yemen dove il più giovane dei Kouachi trascorse un periodo di indottrinamento e addestramento. Quello che pare ormai certo è che la preparazione degli attentati abbia richiesto qualche anno, almeno quattro. Le armi sarebbero state acquistate in Belgio: Coulibaly avrebbe comprato il suo mitragliatore Scorpio e i kalashnikov dei fratelli Kouachi da un intermediario che due giorni fa si è presentato spontaneamente alla polizia belga”.

Intanto, riferisce ancora Francesca Pierantozzi, continua la caccia all’uomo bianco che ha fatto da basista palo e autista ai terroristi di Parigi
“Il «quarto uomo» guida la moto, è di tipo europeo, è ben noto alla polizia, ha precedenti per furti e rapine ma non per terrorismo, viene dalla Seine Saint-Denis, il dipartimento della più grossa e irrequieta banlieue di Parigi. Sarebbe stato lui ad aiutare sul terreno i fratelli Kouachi e Amedy Coulibaly a fare strage a Parigi.

Ed è lui che cercano gli agenti francesi, perché sa tutto, e perché, come ha detto anche il premier Valls, «è pericoloso», rappresenta «una minaccia reale». Gli inquirenti sono sulle sue tracce, sanno chi è, hanno già perquisito le case dove ha abitato, ma finora niente. Potrebbe essere già lontano, forse in Siria, dove si trovano con ogni probabilità altri membri del commando: Hayat Boumeddiene, compagna (anzi religiosamente moglie) di Coulibaly, e i fratelli Mehdi e Mohamed Belhoucine, altri volti noti agli agenti dell’antiterrorismo.