Le Porsche vanno all’Est in cambio della badante

Pubblicato il 29 Febbraio 2012 10:17 | Ultimo aggiornamento: 29 Febbraio 2012 10:20

ROMA – L’esportazione di Suv e auto sportive di seconda mano ha avuto un’impennata negli ultimi tre mesi. Le ragioni sono il superbollo e i brutali controlli della Finanza: in qualche caso la cifra che si paga è addirittura superiore al valore dell’auto e il rischio di essere fermati dalle Fiamme Gialle obbliga anche gli automobilisti più facoltosi, ma non del tutto in regola con il fisco, a puntare su vetture che abbiano costi di gestione accessibili e diano meno nell’occhio.

A fiutare il business sono stati i commercianti stranieri che si sono improvvisati pendolari dell’usato di lusso. “Chi, come me, percorre tutti i giorni l’autostrada Milano-Venezia – racconta al Corriere della Sera Gianni Oliosi, direttore della comunicazione di Bmw Italia – vede decine di furgoni ai quali è attaccato un piccolo rimorchio. Arrivano dall’Est carichi di badanti e poi ripartono trainando auto usate, naturalmente tutte pregiatissime. Lo scarico (di donne) e carico (di vetture) di solito si svolge nel fine settimana”.

Il Risultato? Un’auto usata che vale 40 mila euro finisce in mani straniere anche per soli 25-30 mila euro. Insomma possedere auto di lusso ormai sembra essere quasi un reato. Commercianti organizzati e battitori liberi fanno il bello e brutto tempo. Un gioco facile viste le condizioni in cui si trovano oggi i concessionari italiani, strangolati dalla crisi. Si tratta di un commercio in buona parte alla luce del sole, ma nelle regioni dove l’applicazione delle leggi non è mai rigorosa i grossi pagamenti cash non sono un problema nonostante la legge li vieti.

Cedute a chi porta in Italia le badanti, le richieste più forti arrivano da Moldavia, Ucraina ma anche Polonia e Sud America.Vengono svendute ogni mese circa 800 auto di lusso.