Cronaca Europa

Ucraina, Ianukovich prova il dialogo. Ma la rivolta dilaga

Manifestazioni in Ucraina

Manifestazioni in Ucraina (foto Ansa)

(ANSA) KIEV – Non si combatte nella calma tesa di Kiev, almeno per ora. Ma la rivolta dilaga in parte del Paese, soprattutto nell’ovest, piu’ filo occidentale, con lo spettro di una ”esplosione” del Paese evocato dal premier polacco Donald Tusk. Ad essere preoccupati per le violenze e per una possibile ripresa degli scontri sono molti governi europei: Italia, Germania e Francia hanno convocato l’ambasciatore ucraino.

Nella capitale regge la tregua per consentire a opposizione e governo di dialogare e, si spera, trovare un compromesso che metta fine alla crisi politica e agli scontri tra i dimostranti più estremisti e la polizia. Ma in molte altre città migliaia di persone sono scese in piazza e tra ieri e oggi hanno occupato ben sette consigli regionali, nonché la sede del ministero dell’Agricoltura a Kiev.

Intanto, dopo un incontro con il commissario Ue all’Allargamento Stefan Fule, il presidente Viktor Ianukovich torna ad aprire all’opposizione, annunciando che le controverse leggi anti-protesta che hanno suscitato i recenti scontri saranno modificate e che presto potrebbe esserci un rimpasto di governo. Il capo di Stato ventila anche un’amnistia per chi “non ha commesso crimini gravi”, ma allo stesso tempo torna a fare la voce grossa, minacciando di essere pronto a impiegare “tutti i mezzi legali” se non ci sarà un accordo con l’opposizione per far cessare l’occupazione del centro della città, trasformato in un apocalittico luogo di battaglia.

L’irruzione nel palazzo ministeriale è avvenuta nelle prime ore del mattino e sembra che in prima fila ci sia il movimento civico ‘Spilna Sprava’ (Causa comune). Secondo uno dei leader dell’unità di “autodifesa”, le guardie che difendevano l’edificio non sono state ferite. L’edificio si trova a circa cento metri da Maidan Nezalezhnosti, la piazza Indipendenza trasformata dai dimostranti in una vera e propria fortezza, circondata da barricate sempre più alte (sino a 5 metri): e’ qui il cuore della protesta ‘europeista’, diventata ormai, dopo più di due mesi, soprattutto antigovernativa.

L’edificio probabilmente ospiterà una postazione di primo soccorso, ma farà anche da rifugio per gli insorti (ne può ospitare fino a 2.000), diventando strategicamente importante nella lotta al freddo: nella notte a Kiev si sono infatti raggiunti i -13 gradi e ci si attende un ulteriore abbassamento delle temperature, fino a -24, nella notte tra sabato e domenica.

Nell’ovest dell’Ucraina, Ianukovich è contestatissimo e ben sette consigli regionali sono caduti in mano agli insorti. A volte dopo scontri con la polizia, ma a volte no, e i media parlano già di agenti delle forze speciali che si sono dimessi, indignati dalle violenze dei colleghi. Sono state erette anche le prime barricate. Ma anche nell’Ucraina orientale, considerata il feudo elettorale del capo di Stato, migliaia di cittadini sono scesi in piazza contro il governo. Dopo i morti causati dall’intervento della polizia in via Grushevski contro gli insorti (due ufficiali, ma almeno cinque secondo l’opposizione), i manifestanti adesso temono una sorta di caccia all’uomo da parte del governo.

Si sono infatti perse le tracce di uno dei più attivi manifestanti antigovernativi in Ucraina: Dmitro Bulatov, di 35 anni, uno degli organizzatori dei pacifici cortei di auto di AutoMaidan, che nelle scorse settimane hanno inscenato proteste davanti alle ville fuori città dei notabili del governo, Ianukovich compreso. Questa notizia arriva poco dopo il sequestro di due dimostranti, prelevati il 21 gennaio da un commando in un ospedale di Kiev, e l’uccisione di uno di loro. .

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