Cannabis legale, la direttiva di Salvini: più controlli, ma nessuna chiusura

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 maggio 2019 0:14 | Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2019 9:17
cannabis legale

Cannabis legale, la direttiva di Salvini: stretta sui requisiti e più controlli, ma nessuna chiusura

ROMA – Dopo gli annunci di Salvini, il questore di Macerata passa alle vie di fatto e chiude tre negozi che commerciano la cannabis legale. In serata arriva la direttiva e non prevede chiusure generalizzate, ma sollecita le questure a monitorare i requisiti delle rivendite sotto tutti i punti di vista. Un attento monitoraggio degli shop, una stretta sui controlli, verificando che non siano messe in vendita le “infiorescenze”,  in “quantità significative da un punto di vista psicotropo e stupefacente”, evidenziando che l’obiettivo è la tutela della salute e dell’ordine pubblico. Ma nessuna chiusura.

“Alle tante mamme che soffrono per i loro figli che fanno uso di cannabis avevo promesso che avrei chiuso tutti i negozi di Cannabis legale: oggi con  la chiusura di questi altri due negozi, ho onorato la mia promessa”, ha spiegato il questore di Macerata Antonio Pignataro in un comunicato.

“Ringrazio le forze dell’ordine e la magistratura perché è in corso la chiusura di tre cannabis shop a Macerata, Porto Recanati e Civitanova Marche” ha detto il ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini durante un comizio a Pesaro. “Da oggi (ieri, 9 maggio ndr) comincia una guerra via per via, negozio per negozio, quartiere per quartiere, città per città – ha aggiunto -. Gli spacciatori non li voglio, la droga fa male. Meglio un uovo sbattuto. Spero che il modello Marche possa essere seguito da altre regioni italiane” ha detto ancora Salvini.

Cannabis legale, la direttiva del Viminale

Vigilare sulla vendita illegale di derivati e infiorescenze della canapa, “impropriamente pubblicizzata come consentita dalla legge n. 242/2016”, effettuare uno screening sui territori dei negozi destinati alla vendita di canapa, facendo particolare attenzione a alla “localizzazione degli esercizi, con riferimento alla presenza nelle vicinanze di luoghi sensibili quanto al rischio di consumo delle sostanze, come le scuole, gli ospedali, i centri sportivi, i parchi giochi, e, più in generale, i luoghi affollati e di maggiore aggregazione, soprattutto giovanile”. È quanto prevede la nuova direttiva emanata dal ministero dell’Interno, che prevede una stretta nei controlli dei negozi di canapa. 

Oltre a prevedere un’intensificazione delle verifiche all’interno di questo tipo di negozi, la direttiva del Viminale dispone anche una “ricognizione” di questi esercizi da valutare attraverso i Comitati provinciali della sicurezza e sottolinea che “tra le finalità della coltivazione della canapa industriale non è compresa la produzione e la vendita al pubblico delle infiorescenze, in quanto potenzialmente destinate al consumo personale, in quantità significative da un punto di vista psicotropo e stupefacente, attraverso il fumo o analoga modalità di assunzione”. Inoltre, in merito a “possibili nuove aperture di simili esercizi commerciali”, bisognerà tener conto di “una distanza minima di almeno cinquecento metri dai luoghi considerati a maggior rischio. Un provvedimento comunale sul modello di quello che ha già interessato le sale da gioco”. (fonte ANSA)