Monza. Scuola cattolica: no messa Natale. Per non urtare…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Dicembre 2015 12:46 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2015 12:49
Monza. Scuola cattolica: no messa Natale. Per non urtare...

Monza. Scuola cattolica: no messa Natale. Per non urtare…

MONZA – Gli insegnanti dell’Istituto Cattolico professionale di Monza (Ecfop) non capiscono: perché mai anche quest’anno la scuola deve rinunciare alla tradizionale messa di Natale? Preside e sacerdote responsabili dell’istituto monzese negano invece che sia una rinuncia, al posto della messa, come deciso anche l’anno scorso, ci sarà una preghiera collettiva, un momento d’incontro liturgico ma senza una celebrazione ufficiale che possa turbare gli studenti di diverso orientamento religioso o laico.

Il tema, dopo gli attentati di Parigi, e soprattutto dopo la grande eco mediatica e politica (visita e protesta di Matteo Salvini) seguita alla rinuncia al Natale cattolico della scuola di Rozzano, è incandescente. Dobbiamo rinunciare alle nostre tradizioni e ai nostri simboli religiosi per paura del fondamentalismo islamico? Rispetto alla cancellazione della messa l’anno scorso, sembra che a prevalere non fossero preoccupazioni legate all’emergenza fondamentalista, ma piuttosto alle denunce di un paio di studenti, uno omosessuale l’altro testimone di Geova, di essere stato discriminato il primo, costretto a partecipare alla funzione il secondo.

Federico Berni del Corriere della Sera è andato sul posto per verificare stati d’animo e punti di vista. Per esempio quello degli insegnanti che non vedono come si possano urtare sensibilità diverse.

“Gli altri anni i ragazzi islamici venivano in chiesa con tutta la classe senza problemi, e in ogni aula c’è il crocifisso — ribadiscono gli insegnanti —. Qui si tengono le ore di istruzione religiosa, nelle macchinette si trovano anche snack al salame e nessuno si è mai offeso, che senso ha rinunciare alla messa, allora?” (Federico Berni, Corriere della Sera).

Se il preside Adriano Corioni liquida “innervosito” la questione e la ridimensiona a una normale riunione per decidere gli indirizzi formativi, don Marco Oneda non si sottrae alle domande del giornalista e spiega le ragioni che hanno portato alla cancellazione.

“Non si tratta di una rinuncia alla nostra identità, in vista del Santo Natale ci troveremo coi ragazzi per un incontro di preghiera cristiana, accompagnato da un momento di riflessione collettiva; è pur sempre una atto liturgico. La messa, e il sacramento dell’eucaristia, per alcuni può essere un atto di culto troppo forte, non solo per chi professa una fede diversa, ma anche per chi non è solito frequentare la chiesa”. (Federico Berni, Corriere della Sera).