Pensioni scuola, boom di richieste: copertura cattedre 2018/19 a rischio, tavolo Miur-Inps

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 luglio 2018 13:05 | Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2018 13:34
Scuola: 35mila prof chiedono di andare in pensione

Scuola: 35mila prof chiedono di andare in pensione

ROMA – Oltre 35.000 insegnanti, contro i 20-25.000 degli anni passati, ha presentato richiesta per andare in pensione. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] A rischio la copertura delle cattedre per il nuovo anno scolastico. A scriverlo è oggi il Messaggero spiegando che il picco sarebbe dovuto a un precedente blocco stabilito dalla legge Fornero.

E si lotta contro il tempo (la scadenza è il 31 agosto) per la verifica puntuale dei requisiti da parte dell’Inps che dovrà setacciare i contributi sparsi specie negli anni giovanili di lavoro degli aspiranti pensionati. Senza la certezza su come finirà l’iter della verifica sarà poi difficile quantificare la disponibilità di cattedre e approntare le sostituzioni del caso mentre incombe l’apertura del nuovo anno scolastico.

A chiedere di andare in pensione sono i docenti e il personale Ata classe ’51: quella che, secondo i requisiti richiesti, nel 2018 raggiunge i 67 anni di età, a cui i aggiungono tutti quelli che raggiungono invece 41 anni e 10 mesi di contributi. Ma ora il rischio è che non possano vedere realizzato il loro sogno di pensione a causa, scrive il quotidiano, della nuova procedura per la verifica dei requisiti in mano, per la prima volta, all’Inps.

Cosa che potrebbe avere ripercussioni sull’avvio del prossimo anno scolastico. Un rischio concreto perché i docenti in attesa di una risposta positiva alla domanda di pensionamento dovranno riceverla entro il 31 agosto, non possono avere un incarico dal 1° settembre.

Dal momento che con la riforma Monti sono cambiate le regole, il Miur ha già avviato da tempo un tavolo con l’Inps per rafforzare la collaborazione, visto che l’iter spetta ora all’ente previdenziale e non più agli uffici scolastici regionali. Quanto ai numeri, da Viale Trastevere si apprende che le domande di pensionamento, che arrivano come di consueto tra gennaio e febbraio, riguardano circa 25 mila insegnanti, docenti di sostegno compresi. Lo scorso anno le domande erano state 21 mila, quindi l’incremento è di circa 4 mila richieste, che sono ora alla verifica dell’Inps per l’approvazione, con un super lavoro dell’Istituto vista anche la novità delle regole entrare in vigore quest’anno.

Ai 25 mila docenti che chiedono la pensione, si aggiungono quasi 8 mila Ata (bidelli, assistenti tecnici, amministrativi) e circa 300 presidi. In questa prima fase, l’attenzione del tavolo Miur-Inps è rivolta principalmente a quei docenti che hanno incontrato difficoltà nella ricostruzione della carriera e per i quali è stata registrata una non coincidenza tra il servizio prestato negli anni Settanta e Ottanta come supplenti e quello risultante dagli archivi Inps. Per quanto riguarda l’avvio dell’anno scolastico, a Viale Trastevere si spiega che, in attesa si capire quante domande di pensione saranno effettivamente accettate, i posti rimasti vacanti a settembre saranno coperti da supplenti con un incarico annuale, in attesa di fare l’assunzione definitiva il successivo anno scolastico.