Influenza “A”/ Esperti Usa consigliano vaccino per donne incinte e operatori sanitari. Il Pentagono è pronto ad intervenire in caso di pandemia

Pubblicato il 29 Luglio 2009 21:20 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2009 21:55
vaccino

Una mamma con il suo bambino, due soggetti a cui gli esperti raccomandano il vaccino

Le donne incinte dovrebbero essere le prime a esser vaccinate per far fronte alla pandemia di nuova influenza, e con loro anche gli operatori sanitari. Ne sono convinti gli esperti statuitensi dei Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (i Cdc con sede ad Atlanta). Intanto l’esercito statunitense si è detto pronto a scendere in campo per far fronte all’epidemia di nuova influenza in caso di emergenza.

«Le donne incinte sono particolarmente a rischio e vaccinare loro significa proteggere anche i neonati», ha spiegato il dottore Anthony Fiore, incontrando un gruppo di consulenti per il vaccino della sua stessa agenzia.

Fiore ha spiegato che, secondo i Cdc, sono 42 milioni gli americani che dovrebbero essere vaccinati per primi: le donne incinte, le persone con un bambino troppo piccolo per essere vaccinato a casa, i dipendenti del settore sanitario, i bambini fino a 4 anni e i bimbi con malattie croniche che li espongono al rischio di complicazioni.

L’esperto Usa ha invece smentito che l’obesità costituisca un fattore aggiuntivo di rischio, come era sembrato finora: in effetti il 38 per cento dei casi più gravi di influenza suina registrati negli Usa, ha spiegato, erano persone obese (un dato in linea con il fatto che il 38 per cento della popolazione statunitense è obesa); e la metà di costoro avevano precedenti problemi sanitari che sono, quelli sì, un fattore di rischio aggiuntivo per la nuova influenza.

Per quanto riguarda l’eventuale intervento dell’esercito americano, il piano deve attendere ancora il “via libera” del segretario alla Difesa, Robert Gates, ma l’ipotesi, è quella di creare “task force” composte da personale militare per collaborare con le autorità civili.

Proprio come nel caso di un disastro naturale o di un’emergenza, l’esercito potrebbe svolgere compiti “critici”, come il trasporto o l’esame di grandi quantita’ di campioni di virus prelevati da pazienti contagiati.