Pirateria, nave russa libera petroliera sequestrata: ucciso un somalo

Pubblicato il 6 Maggio 2010 15:17 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2010 22:55

La marina militare russa ha sconfitto i pirati somali: la nave da guerra ‘Maresciallo Shaposhnikov’ ha messo in salvo una nave cisterna russa, la ‘Università di Mosca. I militari hanno anche catturato i responsabili del sequestro avvenuto nel Golfo di Aden 350 miglia est dell’isola yemenita di Socotra.

I russi avrebbero poi liberato i pirati catturati. La notizia è stata data dall’agenzia di stampa Interfax: “Le forze russe hanno disarmato i pirati e poi li hanno messi nella loro stessa barca per lasciarli in mare”. Secondo un’altra agenzia di stampa, la Ria Novisti, la liberazione non è avvenuta: “nessuno è stato messo in una barca e lasciato andare”.

I russi sconfinggono i pirati. La cisterna stava portando 86.000 tonnellate di petrolio grezzo per un valore di 52 milioni di dollari alla compagnia cinese Unipec, quando ieri mattina è stata attaccata dai pirati al largo dello Yemen. Subito sono scattati i soccorsi russi: dal porto di Aden, la ‘Maresciallo Shaposhnikov’ è partita immediatamente su ordine personale del presidente Dmitri Medvedev, per raggiungere la zona dell’assalto.

Il vascello ha avvistato la nave sequestrata alle 2:00 del mattino. Intanto, i 23 membri dell’equipaggio russo assaltato erano riusciti a trincerarsi in una sezione chiusa del tanker con una scorta di viveri, e a togliere l’alimentazione alle restanti stive. Dei pirati, una parte era salita nella cisterna per cercare un punto di possibile apertura, una parte era rimasta sulla barca. I secondi si sono subito allontanati, per sfuggire ai cannoni russi, i primi hanno visto un elicottero arrivare dalla ‘Maresciallo Shaposhnikov’: hanno aperto il fuoco sul velivolo, ma sono stati immediatamente colpiti dagli spari degli ‘spetsnats’ che si trovavano a bordo.

Un somalo è morto, alcuni, in numero imprecisato, sono rimasti feriti. Per la marina militare russa, oggi è un giorno di festa: in passato, la cattura di navi da trasporto internazionali ha portato solo al pagamento di riscatti spesso salati. La cisterna ‘Universita’ di Mosca proseguirà presto il suo viaggio verso la Cina. La compagnia alla quale la petroliera appartiene, la russa Novoship, ha inviato un telegramma per esprime “la gratitudine” dovuta al comando della Marina militare russa, “che è riuscita a risolvere il problema nel miglior modo della sua tradizione”.