Tunisia, le “ragazze di conforto” per combattenti jihadisti in Siria

Pubblicato il 20 maggio 2013 12:04 | Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2013 12:05

(Foto Lapresse)

ROMA – Oltre che “combattenti per la jihad”, i salafiti tunisini sul fronte siriano mandano anche ragazze. Ragazze sui 15 anni, per dare “conforto” ai combattenti. E’ il retroscena della guerra mediorientale: i salafiti tunisini, l’ala più radicale e aderente alla sharia, invia da tempo propri combattenti  e armi in Siria per combattere il regime di Assad. E anche una truppa di ragazzine a disposizione dei soldati. Lo racconta Sergio Romano sul Corriere della Sera:

Non è tutto. Oltre a disporre di armi, i salafiti si sono serviti di alcune moschee per farne altrettanti uffici di reclutamento per la guerra siriana. Hanno mandato al fronte parecchi giovani combattenti, ma anche alcune ragazze sui quindici anni nell’ambito di una operazione che è stata definita «jihad del sesso» o «jihad del matrimonio». Le ragazze non combattono, ma forniscono ai guerrieri il conforto di un sesso benedetto dalla fede. Nel corso di una conferenza stampa, all’inizio di aprile, il fenomeno è stato denunciato con molta fermezza dalla maggiore autorità di Tunisia in materia di diritto coranico. Il Gran Mufti Othman Battikh ha detto che i salafiti stanno corrompendo la gioventù tunisina, che la jihad del sesso è soltanto prostituzione e che «chiunque metta fine alla propria vita non può essere un martire».