Matrimoni in Chiesa annullabili anche se durano da più di 3 anni. Cassazione

di Pierluigi Rossler Franz
Pubblicato il 5 Febbraio 2015 11:59 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2015 12:01
Matrimoni in Chiesa annullabili anche se durano da più di 3 anni. Cassazione

Matrimoni in Chiesa annullabili anche se durano da più di 3 anni. Cassazione

ROMA – Matrimoni in Chiesa annullabili anche se durano da più di 3 anni. CassazioneFino all’ultima sentenza della Corte Costituzionale i matrimoni cosiddetti canonici, quelli celebrati in Chiesa, potevano essere annullati dal Tribunale ecclesiastico solo a patto che non fossero “duraturi”, se l’unione cioè aveva avuto una durata inferiore a tre anni. L’ultima sentenza della Cassazione cancella questo vincolo. La notizia, pubblicata dal sito di news giuridiche dello Studio Cataldi, è commentata da Pierluigi Rossler Franz, presidente dei giornalisti pensionati e nostro collaboratore.

Con la sentenza n. 1495/2014 i giudici della Suprema Corte hanno esteso la riconoscibilità dell’annullamento canonico anche ai rapporti coniugali cosiddetti duraturi – vale a dire, di “età” superiore ai 3 anni.

Il limite temporale dei 3 anni era stato “introdotto” pochi anni fa (nel 2012) proprio dalle sezioni unite della stessa Corte, al fine di porre un argine alle numerosissime istanze di delibazione delle sentenze ecclesiastiche di annullamento che venivano presentate ogni anno presso le corti italiani.

La ratio di questo “paletto” era tanto di ordine pratico – per evitare l’ingolfamento della macchina giudiziaria – quanto, in parte, di principio: negli ultimi anni, infatti, il ricorso all’annullamento da parte dei coniugi uniti dal vincolo religioso si era ormai trasformato in una sorta di divorzio “sacro”… e piuttosto veloce, una modo facile per tornare presto liberi.

Quest’ultima sentenza, invece, riconosce un’eccezione all’operatività del limite dei 3 anni, nei casi in cui vi sia il totale consenso di entrambi i coniugi sulla richiesta di annullamento.

Come è avvenuto nel caso di specie, dove V. N. che A.V., sposati da 6 anni e genitori di due figli, hanno presentato congiuntamente e in completo accordo l’istanza per la delibazione della sentenza canonica di annullamento del loro matrimonio.

In particolare, a rilevare in questa vicenda, secondo gli Ermellini, sarebbe soprattutto la volontà della donna – parte lesa della coppia per i continui tradimenti di lui – la quale, pur non imputabile per «il difetto originario del consenso accertato in sede di giudizio canonico», ha comunque scelto di percorrere la strada dell’annullamento piuttosto che quella dello scioglimento.

E così, dopo il rigetto della domanda di delibazione da parte dei giudici della Corte d’Appello di Napoli, la Cassazione ha finalmente detto sì all’annullamento anche civile del rapporto di coniugio di V. e A., rinviando la causa ai magistrati di merito.