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Giorgio Napolitano: “La consultazione” indicò Mario Monti. Ma non ce lo disse

Si consultò con Berlusconi? Logico e naturale,

Giorgio Napolitano: “Il nome di Mario Monti uscì dalle consultazioni”. Si consultò con Berlusconi? Logico e naturale, ma non ce lo disse mai

Giorgio Napolitano e i tempi della sua decisione per un Governo guidato da Mario Monti hanno scatenato una forte reazione, mentre praticamente nel silenzio sono cadute, una settimana fa, parole dello stesso Napolitano che suonavano molto più inquietanti.

Questa notizia dell’Ansa era datata Strasburgo, (riportata anche da Blitz) dove Giorgio Napolitano si era recato il 5 febbraio:

“I governi Monti e Letta sono stati descritti come “quasi inventati per capriccio del presidente della Repubblica”, ma non è vero perché non si tratta di nomi diversi da quelli indicati “nel corso delle consultazioni”.

Spiega l’Ansa che lo staff del Presidente della Repubblica, alla romana definti “il Colle” ha dovuto prendere delle iniziative

“per evitare che si precipitasse verso le elezioni anticipate”.

Ci furono delle consultazioni? Formali, riservate, telefoniche, medianiche?

Questo delle consultazioni è un passaggio inquietante, ma nessuno sembra averci fatto caso. Il cambio di Governo fu un caso da manuale di crisi extra parlamentare, basta leggere le cronache di quei giorni per ricordarsene. Forse Napolitano si consultò con Berlusconi il quale, dal tira molla degli atteggiamenti del Pdl allora stava evidentemente trattando il famoro lasciapassare e anche i nomi dei ministri e quant’altro e certamente anche con il mai abbastanza deprecato Pierluigi Bersani.

Peccato che si scordarono di dirlo agli Italiani.

Segue un calcetto un po’ troppo garbato a Berlusconi:

“Le politiche restrittive, con conseguenze gravemente recessive, sono cominciate ben prima dell’arrivo di Monti”.

Che fossero cominciate da tempo, con Giulio Tremonti è tanto vero quanto dimenticato: dalla guerra alla nautica da diporto all’esproprio proletario dei pensionati. Forse gli agenti del Fisco approfittarono del fatto che Tremonti era invischiato in qualche scandaletto di suo, ma tutte le azioni repressive e recessive portano la firma di Tremonti.

Però poi Mario Monti ci mise il carico da 90, si montò la testa, si esaltò, la vanità lo accecò e  così terrorizzò gli italiani e fece ripiombare nella recessione sia l’Italia sia la Germania.

Ma anche il caro Letta non è esente da colpa: non ha toccato niente e ha reiterato, e alla fine ha rivelato la sua inconsistenza mostrando di preoccuparsi più della presentatrice tv Daria Bignardi e del di lei suocero Adriano Sofri, che ha scontato 22 anni per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi, che non delle centinaia di migliaia di pensionati, espropriati dei loro risparmi dopo una vita di lavoro, molti di loro al servizio dello Stato.

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