Mozione Usa sul genocidio degli armeni: rischio di tensioni con la Turchia

Pubblicato il 4 Marzo 2010 20:28 | Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2010 20:28

Il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu

Gli Stati Uniti a rischio crisi diplomatica con la Turchia a causa del delicato capitolo armeno: la commissione Esteri della Camera dei Rappresentanti infatti oggi 4 marzo deve votare una mozione non vincolante che chiederà a Obama di definire esplicitamente “genocidio” il massacro di cristiani armeni compiuto nel 1915 ad opera delle forze ottomane.

La Turchia rifiuta la definizione di “genocidio” e il bilancio di oltre 1,5 milioni di morti: secondo Ankara invece i morti sarebbero 300 mila. Il segretario di Stato Hillary Clinton è intervenuto direttamente con un appello ai deputati affinché non votino la risoluzione, sostenendo che potrebbe mettere a rischio la faticosa opera di normalizzazione dei rapporti tra Turchia e Armena.

Con lo stesso obiettivo, Barack Obama ha telefonato al premier turco Abdullah Gul sollecitandolo ad accelerare le procedure di ratificazione degli accordi con l’Armenia raggiunti lo scorso ottobre. La Turchia ha minacciato ripercussioni diplomatiche nei rapporti con gli Stati Uniti se la risoluzione dovesse passare, minacciando di arrivare a ritirare l’ambasciatore turco a Washington.

Già nel 2007 Ankara prese questo provvedimento quando il Congresso approvò un emendamento simile. «Ma non bisogna dimenticare che oggi la situazione è diversa», dicono fonti del governo turco: «Siamo nel pieno del processo di normalizzazione dei rapporti con l’Armenia, dunque la posta in palio è molto alta».

La risoluzione non è vincolante ma chiederebbe a Obama di utilizzare il termine “genocidio” sempre, anche nel discorso che dovrà tenere in occasione dell’anniversario del massacro il 24 aprile prossimo.