Libero: “Gasparri investe i soldi del Pdl. E i magistrati lo puniscono”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Dicembre 2013 9:53 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2013 9:57
Gasparri investe i soldi del Pdl E i magistrati lo puniscono

Maurizio Gasparri (LaPresse)

ROMA – Ha risparmiato invece che spendere tutto, investito i fondi del gruppo Pdl del Senato piuttosto che tenerli fermi sul conto e lasciarli erodere dall’inflazione, e, per questa ragione, Maurizio Gasparri rischia di essere incriminato per peculato.

Scrive Libero:

«Dovrebbero darmi una medaglia e invece guarda un po’…», si sfoga. Il nucleo di Polizia valutaria della Guardia di Finanza ha notificato un avviso di chiusura delle indagini nei riguardi del vicepresidente del Senato. I magistrati hanno indagato sulla gestione dei fondi a disposizione del gruppo e non hanno trovato nulla di illegale e, infatti, hanno chiesto l’archiviazio – ne sua e dell’allora vicepresidente del gruppo, Gaetano Quagliariello. La vicenda, però, non si è chiusa lì. Gli inquirenti rilevano che, in qualità di «senatore e presidente del Gruppo Pdl», l’ex ministro delle Comunicazioni «aveva sul conto corrente presso la Bnl Senato a lui intestato in qualità di Presidente la disponibilità di denaro proveniente dal bilancio del Senato a titolo di contributo al funzionamento dell’ufficio di presidenza».

Fin qui tutto bene. Il 22 marzo del 2012, però, il presidente si sarebbe «appropriato di 600 mila euro per l’acquisto di una polizza assicurativa ». La polizza, così come il conto corrente, erano intestate al presidente personalmente, comeprevede ilregolamentoe fanno da sempre tutti i gruppi. Se Gasparri fosse venuto a mancare, insinuano gli inquirenti, la somma sarebbe passata ai suoi eredi legittimi. Gasparri, però, non soltanto non è morto, ma ha chiuso la polizza e riversato puntualmente sul conto del gruppo la somma investita undici mesi dopo. Lo ammettono gli inquirenti: «Ha proceduto al riscatto anticipato della polizza in data 01-02-2013 liquidata in euro 610.697,28 e alla restituzione della somma di 600 mila euro al gruppo Pdl con due bonifici di euro 300 mila ciascuno, rispettivamente in data 20-02 e 12-03-2013».

I soldi come sono usciti sono rientrati. Nessuna sparizione, nessun giallo. «Quando sono diventato capogruppo mi ritrovai con una causa di lavoro contro il gruppo e, dopo quella scoperta, decisi che il gruppo avrebbe dovuto risparmiare e fare un accantonamento per questo tipo di eventualità », spiega l’ex capogruppo. Per questa ragione l’allora dirigenza pidiellina a Palazzo Madama decise da un lato di «limitare le spese», dall’altro, di investire seicentomila euro in modo da immobilizzarli a titolo cautelativo per un tempo limitato e, magari, incrementare la somma con gli interessi (…)