Coronavirus in laboratorio? La prova genetica che non è vero

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 19 Marzo 2020 15:02 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2020 15:27
Coronavirus no creato in laboratorio: genetica prova che è naturale

Coronavirus no creato in laboratorio: genetica prova che è naturale (Foto archivio ANSA)

ROMA – Il coronavirus covid-19 o SARS-CoV-2 non può essere stato creato in laboratorio. La prova genetica sbaraglia le fake news e smentisce le teorie del complotto. I ricercatori nello studio pubblicato su Nature Medicine ribadiscono che è sufficiente osservare l’analisi genetica del virus SARS-CoV-2, il settimo coronavirus noto in natura per provocare infezioni nell’uomo dopo quello della Sars e della Mers, per scoprire che non può essere stato né creato in laboratorio, né manipolato dall’uomo.

I ricercatori guidati da Kristian G. Andersen, del dipartimento di Immunologia e Microbiologia dello Scripps Research Institute di La Jolla, in California, hanno analizzato le caratteristiche del genoma del virus. Le analisi hanno evidenziato che la sua struttura presenta delle significative differenze da quella degli altri coronavirus presenti in natura. Questo significa per gli scienziati che l’attuale covid-19 è il frutto di una “selezione naturale” del virus al suo passaggio tra uomo e uomo, o tra uomo e animale.

Il concetto è semplice, più di quanto potrebbe apparire. I virus creati in laboratorio vengono sviluppati partendo da virus già noti. Questo significa che le loro strutture sono molto simili, perché dalla struttura di partenza si creano delle variazioni del genoma del virus per modificarlo. Questo implica che se il SARS-CoV-2 fosse stato creato in laboratorio, partendo da un virus noto come quello della SARS-CoV, dovremmo osservare delle strutture genetiche molto simili tra loro.

Al contrario, i ricercatori hanno osservato significative mutazioni nel recettore RBD nella proteina “spike”, o punta, una proteina che viene usata dal virus per attaccarsi al suo ospite e infettarlo. Si tratta della parte più variabile del genoma del coronavirus, che per infettare l’uomo si incastra con la molecola ACE2, un recettore che è importante nella regolazione della pressione del sangue.

Il modo in cui la punta RBD e ACE2 si incastrano alla perfezione, proprio come una chiave con la serratura, è troppo efficiente per essere il frutto di una manipolazione umana avvenuta in laboratorio. Una affinità così forte tra le molecole, sottolineano i ricercatori nello studio, si deve ad una accurata selezione naturale che ha portato il virus a migliorare questo sistema di aggancio e infezione di volta in volta negli infettati. 

Anche se i ricercatori sottolineano che domandarsi la provenienza di un virus che provoca la pandemia sia più che ragionevole, la analisi delle caratteristiche genetiche escludono con certezza che il virus sia stato creato artificialmente o manipolato.

Per poter però capire quale sia stata la catena epidemiologica che ha portato il coronavirus SARS-CoV-2 a diventare altamente infettivo per l’uomo, saranno necessari ulteriori dati sia da pazienti umani infettati che dagli animali contagiati. Dati che permetteranno di individuare il meccanismo di “selezione naturale” che ha creato il virus e che per ora resta sconosciuto.

(Fonte Nature Medicine)