Calcio: la stranezza del Lippi bifronte

Pubblicato il 11 Febbraio 2010 13:43 | Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2010 13:43

“Dietro le scelte della Juve c’è Marcello Lippi. Ferrara, Candreva, Grosso, Cannavaro ne sono dimostrazione”. Lo sostiene Mario Sconcerti in un articolo sul Corriere della Sera.

“E del resto lui stesso ammette di aver dato consigli alla sua vecchia squadra. Non c’è niente di pessimo – prosegue Sconcerti nella sua analisi – qualcosa è comprensibile, ma deve essere chiaro che non funziona così. Il commissario tecnico dell’Italia è una figura super partes che non può diventare l’ufficio di consulenza di nessuno. Lippi non ha mai capito bene la differenza tra il suo ruolo e quello di un tecnico di società. È facile confondersi nel calcio dove si pensa tutti di venire dallo stesso mondo. Ma i ruoli sono opposti. Un tecnico lavora nel privato, il ct lavora nel pubblico, risponde al pubblico.

Alla tua gente puoi far non sapere, puoi chiedere sacrifici di pazienza. A tutta la gente no. Ha anzi diritto di sapere. E tu ct hai il dovere di rispondere, non puoi dire «questi sono fatti miei», esistono solo «fatti nostri».

A questo punto la cosa potrebbe diventare grave. Nel senso di alcune domande. La Federazione sapeva che Lippi dava consigli a una società? Sapeva ci fosse un rapporto di pre-contratto tra Lippi e questa società? E se lo sapeva, questo la rendeva sicura della trasparenza di Lippi in sede di convocazioni?”