Calcio/ Milan: 5 KO consecutivi, Pirlo saluta. È crisi nera

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 31 Luglio 2009 13:09 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2011 12:18

 

Leonardo, allenatore del Milan, ha bisogno dell'aiuto di Berlusconi per fare grande la squadra

Leonardo, allenatore del Milan, ha bisogno dell'aiuto di Berlusconi per fare grande la squadra

Monaco di Baviera, 31 Luglio-Il Milan non riesce ad uscire dall’incubo chiamato pre-campionato. 5 KO in 7 sette gare, 5 Ko nelle ultime 5 partite, rosa incompleta, gioco inesistente. Come porre rimedio?

Leonardo avrebbe la soluzione. Il tecnico brasiliano ha chiesto decine di giocatori al presidente ma, per un motivo o per un altro, le trattative sono sfumate una dopo l’altra.

Il presidente del Milan, Silvio Berlusconi, ha ceduto Kakà al Real Madrid per puntare sui giovani. Dietro questa presunta progettualità si cela una chiara intenzione  di disimpegno momentaneo dal calcio.

Non si può sbandierare un progetto-giovani e poi non conoscere i nomi dei ragazzi sui quali si punta. Gustosa l’intervista rilasciata dal numero 1 rossonero nell’intervallo di Varese-Milan: «Puntiamo su giovani di talento come Zigone». Al ragazzo il talento non manca ma si chiama Zigoni.

Leonardo sogna giocatori, esperti, del calibro di Huntelaar e Luis Fabiano. Per motivi aziendali sarebbe disposto anche a puntare su giocatori che presentano un’anagrafe più verde. Dzeko, Viatri, Cissokho sono Under 23, eppure, il presidente Berlusconi non ne ha mai voluto sapere di soddisfare le richieste economiche di Wolfsburg, Porto e Boca Juniors.

Dopo la vittoria agevole con il Varese, Lega Pro, con doppietta dell’eterno Pippo Inzaghi, la comitiva rossonera è volata negli States per intascare il lauto compenso ed aumentare il proprio prestigio nel mercato a stelle e striscie. Proprio qui iniziano i guai e le grottesche sconfitte. Prima gara, prima umiliazione: grottesco pareggio contro i Los Angeles Galaxy di Beckham. La squadra americana è un mix, perdente, di vecchie glorie e modesti giocatori made in Usa.

Eppure se non ci fosse stato il vecchio, ed implacabile, Pippo Inzaghi i rossoneri avrebbero perso anche quel giorno. Il vero pianto per le formazioni italiane è stato il World Challenge Football. Il quadrangolare registrava la partecipazione di Milan, Inter, Club America e Chelsea.

Dopo la pesante sconfitta contro i messicani del Club America, 1-2, il Milan ha giocato contro il suo passato: il Chelsea di Carlo Ancelotti. Non c’è stata partita. Gli inglesi avevano un gioco fluido sulle fascie, i rossoneri non avevano nulla. Inevitabile la sconfitta. Grande il merito dell’ex Ancelotti.

Il tecnico emiliano, apparso ringiovanito ed entusiasta di questa nuova esperienza, ha battuto nettamente, sul piano del gioco, sia il Milan che l’Inter. Poche scuse quindi visto che Carletto lavora a Londra solo da pochi mesi.

Ma il peggio deve ancora arrivare. Umilianti i KO nel derby e, a Monaco di Baviera, contro il Bayern Monaco, peraltro molto rimaneggiato. L’Inter è più forte e l’ha dimostrato.

L’undici di Mourinho non brilla dal punto di vista del gioco ma ha individualità di gran lunga superiori rispetto al Milan. Già il calciomercato parla da solo: Eto’o, Milito e Thiago Motta da una parte ed Onyewu, Zigoni e Abate dall’altra. Thiago Silva era in rossonero dalla scorsa stagione.

Le colpe di Leonardo non mancano. La certezza, dati alla mano, è che i neo allenatori delle squadre straniere, poco dopo il loro insediamento, riescono ad impartire un gioco migliore rispetto a quello stentato dei nostri team. Van Gaal, con giocatori non eccezionali, fa girare alla meraviglia il Bayern Monaco, Carlo Ancelotti fa già vedere la sua mano nel Chelsea, Pellegrini sta già producendo buone prestazioni sulla panchina del Real Madrid.

Timidi segnali di ripresa nella gara di ieri contro il Boca Juniors. Il Milan era chiamato al riscatto dopo il pesante KO contro i padroni di casa del Bayern Monaco. La reazione della squadra c’è stata ma Leonardo, tecnico del Milan, ha ancora moltissimo da lavorare. Ottima la prima frazione di gara dei rossoneri.

Thiago Silva, 2° gol in 2 partite, sfrutta al meglio una conclusione errata di Borriello per portare in vantaggio la sua squadra.

Il brasiliano gioca sull’anticipo e non sbaglia un intervento. Abile, anche, quando si tratta di costruire l’azione: esce palla al piede ed imposta a testa alta.

Ottime prestazioni anche da parte di Storari, fantastico torneo per il portiere romano, e Gennaro Gattuso che, dalla zona mediana del campo, mette polmoni e grinta al servizio del Milan.

Il team di Leonardo paga, all’85, la clamorosa dormita della difesa. Il gol, di testa, di Viatri porta la partita ai calci di rigore.

Dagli undici metri Abbondanzieri si esalta e respinge i rigori calciati da Pirlo, buona gara per lui, e Pato, ancora in ombra.

Da sottolineare la magnifica esecuzione di Riquelme, Boca Juniors, che ha superato Storari, in maniera irriverente, con un cucchiaio delizioso. Al Boca Juniors il gradino più basso del podio, al Milan la medaglia di legno.

Ultima grana, in ordine di tempo, il quasi certo addio di Pirlo. Il centrocampista, che ieri indossava la fascia di capitano, ha annunciato: «quello americano è stato Il mio ultimo derby». Il regista raggiungerà il suo maestro, Carlo Ancelotti, a Londra. La trattativa dovrebbe chiudersi sulla base di 15 milini di euro più Mancienne e, forse, Pizarro.

Il difensore inglese, Mancienne, è molto gradito a Berlusconi: guadagna poco ed è giovane (21 anni). Su Pizarro invece ci sono grandi perplessità sia da parte del presidente che da parte dell’amministratore delegato Adriano Galliani. Il giocatore, che lo scorso anno ha eliminato il Milan dalla Uefa con una doppietta, è invece molto gradito a Leonardo.

È molto importante, per il bene del Milan, che Leonardo e Berlusconi, di comune accordo, facciano il bene della squadra. In questo momento di crisi nera, dal punto di vista tecnico, c’è bisogno di una società forte dove tutti i suoi componenti remino dalla stessa parte.