Indagato il neomelodico Nello Liberti, autore di “O capoclan”

Pubblicato il 8 Febbraio 2012 0:06 | Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2012 22:51

NAPOLI – Cantava la vita del clan, anzi ha scritto quello che è considerato un vero e proprio “inno”. Nello Liberti, cantante neomelodico, è diventato celebre per un elogio alla figura del capoclan, che “non sbaglia” e “se ha commesso errori è stato per necessità”. “‘O capoclan”, brano neomelodico del 2004 del quale molto si è scritto in questi anni, è al centro di un’ordinanza di custodia cautelare notificata oggi dai carabinieri a 41 esponenti dei clan di Ercolano, i gruppi rivali dei Birra – Iacomino e degli Ascione – Papale.

Per la Procura, infatti, il cantante Aniello Imperato, in arte Nello Liberti, e uno dei personaggi che hanno recitato nel video dovevano essere arrestati per istigazione a delinquere, reato per il quale sono comunque indagati. Il gip, invece, pur esprimendo un giudizio durissimo sul testo del brano (integralmente riportato nella misura) e riconoscendo che costituisce un’apologia del clan camorristico Birra, non ha accolto la richiesta dei pm Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa, ritenendo insufficiente la concretezza dell’istigazione a delinquere. La Procura si prepara a fare ricorso.

Il capoclan a cui inneggia Nello Liberti è stato identificato dagli investigatori in Vincenzo Oliviero, noto come “papà buono”, esponente di primo piano del gruppo Birra morto nel 2007; alcuni suoi familiari e affiliati interpretano se stessi nel video. Per anni Oliviero ha gestito Radio Ercolano, un’emittente abusiva che trasmetteva soprattutto canzoni neomelodiche e che in questo modo, come è stato riconosciuto anche nel processo, comunicava con gli affiliati.

Tra i destinatari dell’ordinanza figurano molte donne, che dopo l’arresto di mariti, fratelli, padri e figli si erano sostituite a loro. Diversi i provvedimenti notificati a persone già detenute; quelle ancora in libertà sono state condotte in caserma e poi in carcere sotto la neve; l’operazione, dei carabinieri della compagnia di Torre del Greco, è stata coordinata dal capitano Pierluigi Buonomo.

Il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo ha sottolineato l’importanza del “fenomeno Ercolano”, dove moltissimi commercianti e imprenditori hanno denunciato i taglieggiatori consentendo alle forze dell’ordine di sgominare quattro clan: “E’ la primavera della legalità”, ha detto. I processi, ha affermato ancora Cantelmo, stanno proseguendo in tempi rapidi e il clima in città è completamente cambiato rispetto a pochi anni fa.