Lunedì di Pasqua nel mondo: naufragi, terremoti, omicidi. Buona festa in Italia

Pubblicato il 5 Aprile 2010 11:57 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2010 17:55

Lunedì di Pasqua a Bangkok

Finalmente ha smesso di piovere sull’Italia e in molte zone c’è il sole, anche se conviene essere prudenti e uscire con un ombrello nel bagagliaio, in questo lunedì di Pasqua che è fuori dalla retorica della primavera ma nella tradizione dei giorni di festa di Fantozzi.

Se prima di uscire avete dato un’occhiata a Blitz quotidiano e avete aperto questo post, fate una riflessione. Per umana natura siamo portati a commiserarci, a vedere i nostri problemi più grandi e quelli degli altri come insignificanti. Però le notizie della giornata, almeno per oggi, almeno per stamattina, ci inducono a un po’ di autoindulgenza.

Campionato di calcio e Formula 1 a parte, non ci sono molte notizie sul fronte interno, a parte l’irrequieta commemorazione del terremoto in Abruzzo di un anno fa.

C’è stato un piccolo terremoto in Abruzzo ancora a Pasqua, tanto per ricordarci che quella è terra irrequieta e uno in Val d’Aosta, ma senza danni.

Ben di peggio è successo in California, dove prima o poi sparirà tutto. Una scossa del settimo grado Richter non è da poco, anche se i danni sono limitati.

E ben di peggio sta succedendo al lago di Aral, territorio della ex Unione sovietica: si sta prosciugando e l’acqua si è ritirata in un punto di 130 chilometri, colpa delle piantagioni di cotone che prosciugano i suoi affluenti. La situazione è tanto grave che il segretario generalke dell’Onu, Ban Ki Moon, tra una guerra e una crisi umanitaria, è andato fin là e ha dichiarato l’emergenza. Dice: e a noi che ce frega? Ce frega che è una bella lezione su dove si finisce se si gestisce in modo stupido, appunto sovietico, il conflitto tra esigenze della gente affamata e della natura che li circonda ma non li sfama.

E giriamoci di là anche quando leggiamo che la leggendaria barriera corallina australiana rischia una grave ferita per una nave cinese finita sugli scogli. Intanto, che lo vogliamo o no, il mondo è sempre più uno, gli eventi sempre più intrecciati, i problemi sempre più interdipendenti.

Torniamo in Italia, dove è morto l’unico giudice amato da Berlusconi: Sante Licheri, persona equilibrata, alla mano, gran lavoratore, sorridente anche quando giudicava in tribunale e magari comminava dure sentenze. Era diventato famoso partecipando a Forum, su Canale 5.

Sabrina Ferilli minaccia di spogliarsi se la Roma vince ancora lo scudetto: sono passati dieci anni, vogliamo ricordarcela così, indimenticabile e sublime al punto da farci dimenticare per un attimo i colori della nostra squadra del cuore. Quel che è peggio è che altre simili minacce vengono anche dal nord: Simona Ventura la vuole imitare se il Torino torna in A.

Poca cronaca nera, invece, contro la tradizione che vuole Pasqua giorno di delitti: una tragedia ancora poco chiara a Lucca, casi di omicidio che hanno toccato il territorio italiano ma non il cuore degli italiani, accoltellamento tra cingalesi, uxoricidio in svizzera con cadavere finito al di qua del confine, vicino alla villa di George Clooney.

Le polemiche sulla pedofilia appartengono a uno stato straniero, il Vaticano, e comunque sono un po’ ovattate dalla liturgia pasquale, mentre a uno a uno i grandi della Chiesa cattolica si schierano col Papa, che  in effetti sembra diventato il parafulmine di un delitto-peccato dal quale non sono immuni le altre religioni: probabilmente, in una società dell’immagine come questa nostra globale, essere così solo, visibile, riconoscibile e anche seduto sull’immenso tesoro di San Pietro agevola il processo di identificazione: chi conosce il Papa dei protestanti? Dei Musulmani? Degli Ortodossi? Degli Indù? Dei Buddisti?

Solo il Dalai Lama ha una visibilità simile, ma lui è esule e già perseguitato di suo, ispira solidarietà perché si ribella all’oppressore cinese e quindi a nessuno viene in mente che, con tutte le colpe dei cinesi per la loro inarrestabile  e inesorabile pulizia etnica, non è che il Dalai Lama impersoni il progresso e la democrazia: viene diretto dal Medioevo, da tutto quello che in occidente la sinistra combatte e ha combattuto.

Ma oggi il Dalai Lama non è nella cronaca, mentre dalla Cina vengono notizie commoventi e agghiccianti al tempo stesso: gran parte dei minatori, 114 su 153, rimasti una settimana 250 metri sotto terra sono stati salvati e si continua a scavare per trovae i restanti 39. Come possa essere accaduto è una domanda che i vari sindacalisti italiani che si recano in Cina si presume in cerca di ispirazione dovrebbero fare. Ovviamente ai cinesi.

Un po’ più a occidente c’è la Thailandia, adorata meta di vacanze e di turismo di varia natura (anche criminale) per gli europei e gli italiani. continua lo scontro sociale tra le classi più povere e rurali che avevano trovato nel Berlusconi locale il loro paladino e i ceti urbani e borghesi che stanno attorno al re. Continuano le dimostrazioni di piazza a Bangkok che sembra diventare un posto da cui stare alla larga finché non sarà passata la buriana.

Continuano nel mega mondo asiatico gli attentati, tutti con decine di morti: in Pakistan, in una città di provincia del Nordovest, terre irrequiete vicino all’Afghanistan, combattute e comtese tra talebani, pakistani, americani; nel Caucaso, in Inguscezia, ex repubblica sovietica, dove una esplosione ha ucciso almeno due poliziotti.

E mentre noi pensiamo ancora se ci conviene fare il picnic all’aria aperta (opzione inglese) oppure fiondarci in un comodo e riscaldato ristorante (opzione made in Italy), nel cuore dell’Africa, in Congo si continua uccidere. Ma non per una miniera d’oro o di diamanti: per i diritti di pesca in un lago: vergognamoci quando storceremo il naso per la pasta non proprio al dente.

Marco Benedetto