Terroristi Brigate Rosse arrestati in Francia tornano già liberi. I parenti delle vittime: fuggiranno ancora

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Aprile 2021 8:02 | Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2021 8:02
Terroristi Brigate Rosse arrestati in Francia tornano già liberi. I parenti delle vittime: fuggiranno ancora

Terroristi Brigate Rosse arrestati in Francia tornano già liberi. I parenti delle vittime: fuggiranno ancora FOTO ANSA

Sono già tornati tutti in libertà con diverse restrizioni, fra cui il divieto di lasciare il territorio francese, i 9 ex terroristi italiani delle Brigate Rosse. Arrestati appena due giorni fa, da mercoledì prossimo, cominceranno i processi in cui verrà esaminata, caso per caso, la richiesta di estradizione dell’Italia nei loro confronti.

Terroristi Brigate Rosse, il pericolo di una nuova fuga

Ora che sono liberi in attesa del processo per l’estradizione in Italia, c’è il pericolo che gli ex terroristi delle Brigate rosse possano fuggire. Questa almeno il pensiero delle vittime, soprattutto carabinieri e poliziotti, uccisi negli anni settanta e ottanta dagli arrestati.

La giornata di ieri era cominciata con Luigi Bergamin e Raffaele Ventura che hanno deciso di costituirsi, recandosi direttamente e in compagnia dei loro avvocati al Palazzo di Giustizia. Per loro si pensava che la fine dello stato di fermo sarebbe stata concessa con una giornata di ritardo rispetto agli altri 7 arrestati. I giudici hanno invece convenuto di porre fine al fermo per tutti, accompagnando la decisione con misure cautelari. Fra queste, il divieto di lasciare il territorio francese e l’obbligo di presentarsi a orari prestabiliti al commissariato più vicino al luogo di residenza. I nove hanno dovuto anche lasciare i propri documenti di identità alle autorità giudiziarie e hanno l’obbligo di presentarsi ad ogni convocazione.

Le mosse degli avvocati

L’uscita dallo stato di fermo era stata la richiesta dell’avvocata Irène Terrel. La legale storica degli italiani degli anni di piombo in Francia ha spinto a costituirsi Bergamin e Ventura. L’ ha fatto per avvalorare la sua domanda ai giudici con il concetto di “affidabilità” e “reperibilità” di tutti gli imputati. In tal modo la difesa ha evitato il rischio che il giudice prolungasse lo stato di fermo per il timore di “fughe”. Resta introvabile il solo Maurizio Di Marzio, evidentemente in attesa di prescrizione che per lui scatterà il 10 maggio.

“La delinquenza abituale si dichiara con almeno due sentenze di condanna e non ha senso che arrivi 33 anni dopo”. Così l’avvocato Giovanni Ceola, legale di Luigi Bergamin. L’avvocato ha impugnato il provvedimento con cui lo scorso marzo il magistrato della Sorveglianza di Milano Gloria Gambitta ha dichiarato il suo assistito delinquente abituale. Tale provvedimento ha effetti sulla estinzione della pena, interrompendo la prescrizione dell’8 aprile scorso, di 16 anni e 11 mesi per concorso morale negli omicidi di Antonio Santoro e di Andrea Campagna.