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Roma, “ciceroni” abusivi per un giro d’affari di 8 milioni di euro

La basilica di San Pietro

Ci sono appunti che documentano le tracce di un giro d’affari che varia tra i 7 e gli 8 milioni di euro al mese nei quaderni sequestrati dalla Polizia Provinciale di Roma agli operatori turistici abusivi della capitale.

Secondo le organizzazioni di categoria questo fenomeno interesserebbe circa il 50 per cento del mercato del settore turistico della Provincia di Roma: tutti soldi guadagnati rigorosamente in nero.

Il Colosseo, i Fori imperiali e il Vaticano sono le terre preferite di conquista di abili procacciatori di turisti, che li adescano per poi dirottarli su guide turistiche, abusive e non, riconducibili in molti casi ad agenzie di viaggio regolarmente autorizzate.

Da novembre dello scorso anno l’amministrazione Zingaretti ha dato il via ad un servizio permanente di pattugliamento dell’area del Colosseo e del Vaticano ad opera degli agenti della Polizia Provinciale.

In sei mesi nei siti turistici più visitati del centro storico ed a Villa Adriana a Tivoli sono state controllate ed identificate 793 persone (594 procacciatori e 199 guide turistiche) per 120 di loro sono scattate sanzioni in quanto guide abusive.

Nella maggior parte dei casi si tratta di persone straniere: australiani, americani ed inglesi. Quanto alle agenzie di viaggio, su 32 controllate 30 sono risultate non in regola.

Il web è la nuova frontiera dell’abusivismo turistico: spesso infatti l’intermediario tra i turisti e le agenzie di viaggio è costituito da un sito internet che fa riferimento a società fittizie che promettono tour promozionali.

Tutto il business del turismo senza regole, secondo quanto accertato dagli agenti di Palazzo Valentini, diretti da Luca Odevaine, è riconducibile a due o tre grandi organizzazioni, più o meno illegali, che controllano il mercato riciclando i loro proventi in attività illecite. Gruppi talmente ramificati sul territorio da aver ormai preparato anche dei veri e propri pacchetti di soggiorno per i visitatori: acquistano stock di biglietti per il Colosseo, in modo da evitare loro la fila, siglano accordi sottobanco per ottenere sconti sulle foto con i centurioni.

Per i turisti più incauti però non mancano sorprese amare, tra le guide abusive ed i procacciatori c’è anche chi riesce a farsi pagare il costo di un falso biglietto d’ingresso alla basilica di San Pietro.

Nei prossimi mesi le attività di controllo della Polizia Provinciale proseguiranno in accordo con il comando carabinieri tutela del lavoro, con la Guardia di Finanza e con l’Ufficio dell’Ispettorato Vaticano della Polizia di Stato.

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