Putin spaventa internet: a rischio Gmail e Skype. In Crimea una nuova Las Vegas

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Aprile 2014 10:33 | Ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2014 10:33
Putin spaventa internet: a rischio Gmail e Skype. In Crimea una nuova Las Vegas

Putin spaventa internet: a rischio Gmail e Skype. In Crimea una nuova Las Vegas

ROMA – I servizi mail, chat e messaggeria istantanea tipo Gmail e Skype rischiano grosso in Russia. La Duma ha approvato un pacchetto di leggi anti-terrorismo (dopo gli attentati a Volgograd di dicembre) che includono misure restrittive sull’informazione e in particolare per quella online. A parte le regole deontologiche dei giornali che equiparano i blog con almeno 3mila utenti alle testate giornalistiche, è l’obbligo a registrare tutti i dati degli utenti e di conservarli per almeno 6 mesi nel territorio russo che spaventano di più i colossi internet come Google (Gmail) e Microsoft (Skype).

“Le società straniere di servizi internet non ricadono sotto la giurisdizione russa – ha spiegato a Lenta.ru Konstantin Trapaidze, esperto di diritto aziendale – pertanto su di loro le autorità federali non hanno reali strumenti giuridici di influenza”. Se Google o Microsoft rifiutano di installare server in Russia – ha aggiunto l’avvocato – Mosca non può fare nulla per obbligarle, l’unico modo è bloccare l’accesso ai loro servizi su tutto il territorio” (La Repubblica).

La “stretta” interna di Vladimir Putin cade nel momento di massima esposizione esterna del leader russo che ha già presentato un piano per il nuovo ruolo da assegnare alla Crimea appena riconquistata: sarà la nuova Las Vegas dell’est. Putin ha infatti proposto un progetto di legge per la creazione di una zona per il gioco d’azzardo nella penisola ucraina che Mosca si è annessa circa un mese fa dopo un’operazione militare ”soft” e un referendum con numeri da plebiscito.

E, per accelerare il rilascio dei passaporti russi agli abitanti della Crimea, ha promulgato una legge che facilita l’ottenimento della cittadinanza per i madrelingua russi i cui ascendenti diretti vivono o hanno vissuto in Russia o in un territorio che faceva parte dell’ impero russo o dell’Urss. Una mossa che potrà avere effetti a cascata su tutti i Paesi ex Urss e su altri territori annessi eventualmente in futuro: Putin usa la base linguistica e parentale per tentare di riunire quello che recentemente ha definito ”il più grande popolo diviso”, a causa del crollo dell‘Urss.

Con i casinò la Russia prova a coccolarsi la Crimea e a racimolare un po’ di soldi per coprire le spese che la sua annessione comporta. Spese che tra stipendi, pensioni e ”sviluppo socio-economico” pochi giorni fa Putin ha stimato in circa 100 miliardi di rubli, pari a circa due miliardi di euro. Una cifra notevole, che non tiene conto dei tre miliardi di dollari per il nuovo ponte che dovrebbe essere costruito sullo stretto di Kerch tra Russia e Crimea.

Non è ancora chiaro dove sorgerà la nuova Las Vegas del Mar Nero, ma qualcuno ipotizza che si potrebbe trattare di Yalta, la perla turistica della Crimea tanto cara a zar, nomenklatura sovietica ed elite artistico-culturale russa. In ogni caso si trattera’ della quinta zona franca per il gioco d’azzardo in Russia, dopo che Putin lo aboli’ nel 2007 confinandolo in quattro aree periferiche del Paese. E forse sara’ quella con maggiori probabilita’ di successo, dato che le altre finora sono rimaste al palo: dall’enclave baltica di Kalinigrad a quella dell’Altai (in Siberia meridionale), dall’estremo oriente russo (a Primorski Krai) ad Azov, sull’omonimo mare vicino al Mar Nero.