Strage Newtown, chi è Nancy Lanza: mamma, vittima e carnefice

Pubblicato il 21 Dicembre 2012 12:51 | Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre 2012 12:51
Strage di Newtown, chi è Nancy Lanza: vittima o carnefice?

ROMA – Nancy Lanza è vittima della follia omicida di Adam o responsabile della strage di Newtown? L’opinione pubblica è fortemente divisa negli Stati Uniti. Una madre, divorziata, bionda, 52 anni e con la passione per le armi. In casa teneva un’arsenale, di cui si vantava al bar con gli amici. Al poligono portava anche i figli Adam e Ryan. Ad Adam, il killer di Newtown, ha insegnato a sparare. Ed è con le sue armi che lui l’ha uccisa, sparandole un colpo dritto sul viso.

C’è chi la considera una vittima di Adam, vittima di quel figlio problematico che lei non ha saputo gestire ed aiutare. C’è chi dice che il suo arsenale era per sentirsi una donna forte e protetta, anche contro la presunta fine del mondo.

C’è invece chi la condanna, che la ritiene non vittima ma carneficeNancy conosceva suo figlio Adam ed i suoi problemi, nonostante ciò gli ha insegnato a sparare e ha lasciato che potesse prendere le armi senza problemi. Il dibattito nei media si insinua e si scatena.

Il New York Times scrive di lei come di una “americana tipica“, quasi il personaggio di una serie tv, riporta il Corriere della Sera:

“Un’americana tipica ma – anche grazie alle serie tv – universale: cinquantenne mamma divorziata dei sobborghi, bionda, snella, appassionata di «birre artigianali, jazz e giardinaggio». Lo scrive il New York Times , è un’espressione da annuncio matrimoniale o da profilo di social network. Ma la signora teneva in casa legalmente cinque armi, tra cui un fucile semiautomatico Bushmaster .223 «formidabile macchina per uccidere, simile alle armi usate dai nostri soldati in Afghanistan». Il tutto in una cittadina che sembra la gemella tragica della fittizia Stars Hollow di «Una mamma per amica», che è una serie proprio su una mamma singola del Connecticut, solo disarmata”.

Andrew Cohen scrive sull’Atlantic, riporta il Corriere:

“L’hobby di Nancy Lanza e la mancanza di restrizioni «hanno dato al suo figlio disturbato l’opportunità di massacrare una prima elementare. Ma tutti noi abbiamo reso possibile questa passione per le armi da fuoco. L’abbiamo coltivata e protetta, pagando un costo terribile»aggiungendo che, però, forse, stavolta, la lobby delle armi dovrà fare i conti con il «potere politico dei genitori in America»”.

Nancy Lanza è una donna sola che nel rigore delle armi sperava forse di trovare la sicurezza, che le mancava nella sua fragilità. Una mamma che ha cresciuto un figlio problematico che non ha saputo aiutare. Il confine tra vittima e carnefice è sottile e difficile da individuare.