Fisco. Spesometro su spese/acquisti 2014 oltre 3600 euro. I dati nel cervellone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Aprile 2015 12:11 | Ultimo aggiornamento: 1 Aprile 2015 12:20
Fisco. Spesometro su spese/acquisti 2014 oltre 3600 euro. I dati nel cervellone

Fisco. Spesometro su spese/acquisti 2014 oltre 3600 euro. I dati nel cervellone

ROMA – Fisco. Spesometro su spese/acquisti 2014 oltre 3600 euro. I dati nel cervellone. Tutte le spese e gli acquisti (vendita di beni, cessione di servizi) superiori ai 3600 euro del 2014, dai viaggi alle automobili, dai gioielli ai mobili, sono pronti per essere documentati e inviati obbligatoriamente per conoscenza al Fisco che conserverà questi dati nell’Anagrafe Tributaria.

In questo modo, attraverso il cosiddetto spesometro, quando il Fisco si accorgerà di uno scollamento tra i redditi dichiarati e le spese sostenute potrà procedere a una verifica fiscale. L’Agenzia delle Entrate, in vista delle scadenze del 10 e del 20 aprile, ha comunicato le modalità cui devono attenersi commercianti, tour operator e Pubblica amministrazione.

Gli acquisti sopra i 3600 euro. Quindi, per evitare di incappare nelle maglie del fisco, occhio agli acquisti che in ogni caso i venditori sono tenuti a comunicare: auto, moto, mobili e arredi, gioielli di lusso, viaggi e pacchetti vacanze, abbigliamento e accessori costosi, ma anche l’iscrizione, per esempio, a circoli sportivi per importi consistenti. Comunque per importi superiori a 3600 euro, l’Agenzia delle Entrate ne è informata.

Le scadenze per gli operatori. I primi due, entro il 10 aprile, se liquidano l’Iva mensilmente, entro il 20 se la liquidano ogni tre mesi, dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate, non dovranno comunicare le fatture emesse sotto i 3mila euro al netto dell’Iva, dovranno invece comunicare tutti i dati degli acquisti con importi superiori. La Pubblica Amministrazione, almeno finché non funzionerà a pieno regime la fatturazione elettronica appena varata, è esclusa dalla comunicazione dei dati.

Operazioni tra chi ha la partita Iva. Le comunicazioni non riguardano solo le spese dei privati cittadini (comunicati dal venditore): interessano il Fisco, forse anche di più, le operazioni fatturate tra imprese e imprese, tra imprese e professionisti, tra professionisti e professionisti, ovvero le operazioni “business to business” tra i titolari di Partita Iva.