Assistenti sessuali per disabili, la legge è ferma

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 Settembre 2015 18:16 | Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2015 18:16
Assistenti sessuali per disabili, la legge è ferma

Assistenti sessuali per disabili, la legge è ferma

ROMA – Un professionista che assista i disabili nella sfera più intima: il sesso. In Italia non c’è ancora una legislazione ad hoc per una figura professionale invece pienamente riconosciuta in altri Paesi. L’assistente sessuale per disabili, appunto.

Una proposta di legge sul tema è ferma da un anno mentre cresce la sensibilità su un tema delicato e ancora poco conosciuto. Scrive Donata Bonometti sul Secolo XIX:

Alcune decine di assistenti sessuali sono pronti per aiutare le persone disabili a esplorare la sfera sessuale, a prendere confidenza per sé e per gli altri con il proprio corpo deformato o governato da una mente invalida. Sono per lo più femmine ma anche maschi. I corsi dovrebbero poi formare anche chi si prende cura di persone omosessuali. In questo mese si susseguono incontri e convegni, e anche corsi, soprattutto nel Veneto. Ma l’assistente sessuale resta una figura che lo Stato non fa sua, che Asl o servizi sociali non includono.

In attesa che faccia un passo avanti il disegno di legge 1442 presentato un anno fa dal senatore pd Sergio Lo Giudice (ha già raccolto più di quindicimila firme) che ha registrato poche settimane fa una petizione al presidente Grasso, si attiverà un passaparola fra famiglie che ben conoscono quanto pesante sia l’ennesima barriera respingente, quella sessuale: le madri soprattutto che custodiscono il disperante segreto di dover esse stesse spesso aiutare i figli a non rimanere prigionieri senza sfogo dei propri desideri. Occupandosene in prima persona, oppure cercando sex worker, prostitute. E si moltiplicano le richieste perchè i propri figli possano così conoscere carezze e abbandoni.