Escort fa i nomi dei clienti: bufera sulla “Roma bene”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2014 11:13 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2014 11:13
Escort fa i nomi dei clienti: bufera sulla Roma bene

Escort fa i nomi dei clienti: bufera sulla Roma bene

ROMA – La escort dei vip fa i nomi dei clienti e una bufera arriva sulla “Roma bene”. Oltre 80 i professionisti che hanno passato del tempo, a pagamento, con la escort di 40 anni Marina. La storia della donna risale a qualche mese fa, quando ha denunciato il suo ex compagno per minacce e stalking.

Altra accusa per Roberto P, ex di Marina, è quella di sfruttamento della prostituzione, scrive Michela Allegri sul Messaggero:

“Durante il dibattimento, che si svolgerà con rito immediato saltando quindi la fase dell’udienza preliminare, però, molti degli uomini che frequentavano l’appartamento all’Eur in cui Marina vendeva il suo corpo rischiano di dovere sfilare in aula per essere ascoltati in qualità di testimoni. Di fronte al tribunale potrebbero quindi crearsi situazioni imbarazzanti, perché, come ha dichiarato la denunciante, tra le mani degli inquirenti c’è una lunga lista di avvocati di grido, medici rinomati, imprenditori e giornalisti di punta. Che sono tutti rigorosamente sposati”.

La bufera per la “Roma bene” inizia quando Marina lascia il suo fidanzato Roberto:

“dopo una relazione durata quindici anni, l’avrebbe minacciata e perseguitata. La donna, esasperata, prima di rivolgersi alle forze dell’ordine tenta per due volte il suicidio. Poi, chiede aiuto ai carabinieri e ai magistrati. All’inizio, il pubblico ministero Pietro Pollidori indaga Roberto per stalking e ottiene dal gip una misura restrittiva, che obbliga l’imputato a stare lontano dall’ex compagna. Durante le indagini, però, gli inquirenti scoprono che Marina non è stata solamente vessata da un partner geloso: Roberto l’avrebbe anche costretta a prostituirsi”.

La vita da escort per la donna inizia nel 2013 sotto le minacce dell’ex fidanzato:

“Imprenditori, avvocati, giornalisti, che la trattavano come un oggetto e pagavano circa 200 euro per ogni incontro, prima di tornare a casa da mogli e figli. «Provo nausea per loro, erano falsi e si vantavano delle professioni che facevano, mi mostravano i tesserini», ha raccontato la donna. Roberto curava l’attività senza trascurare nemmeno un dettaglio: aveva messo un annuncio sul web con le foto della fidanzata e gestiva gli appuntamenti. Una volta terminata la relazione con la compagna, aveva continuato a pretendere soldi: «Io non prendevo niente, mi toglieva tutto quello che guadagnavo, circa 700 euro al giorno»”.