Antonio Razzi: “Candiderei tutti e 5 i figli di Berlusconi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Marzo 2014 17:32 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2014 17:32
Antonio Razzi: "Candiderei tutti e 5 i figli di Berlusconi"

Antonio Razzi e Silvio Berlusconi (LaPresse)

ROMA, 27 MAR – “Candiderei tutti e cinque i figli di Berlusconi”: Antonio Razzi – ospite a Un giorno da Pecora su Radiodue – rilancia una provocazione già fatta da Vittorio Feltri. Il senatore abruzzese di Forza Italia, residente in Svizzera, è stato eletto nel 2006 nella circoscrizione Estero Europa con l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Rieletto nel 2008, a fine 2010 passò con Domenico Scilipoti nel gruppo parlamentare filo-berlusconiano dei “Responsabili”, fondamentali per la tenuta del governo Berlusconi, indebolito dalla secessione di Gianfranco Fini. Il fondatore di Forza Italia gli è stato riconoscente: nel 2013 Razzi è ritornato in Senato nelle file del Pdl.

Razzi apprezza gli uomini forti. Oltre a Berlusconi, il dittatore coreano Kim-Jong Un e il presidente russo Vladimir Putin:

“Putin? Lo apprezzo e lo ammiro per quello che ha fatto e che sta facendo”: Senatore, lei voterà per l’abolizione del Senato? “Farò quello che dice il mio capogruppo”. Quale dei figli di Berlusconi sarà candidato secondo lei? “Io li candiderei tutti e cinque”. Addirittura? “Sì, visto che vogliono eliminare un Berlusconi, io gliene metterei altri cinque”, ha detto Razzi a ‘Un Giorno da Pecora’.

Giornata di grande attivismo “comunicativo” di Razzi, che la mattina aveva scritto un comunicato in cui ha smentito, alla sua maniera l’esistenza del “cerchio magico” berlusconiano:

“Ma quale cerchio magico d’Egitto, Berlusconi lavora dall’alba al tramonto, da solo. Vi posso assicurare che non ha bisogno di nessuno specialmente dopo aver constatato cambiamenti di rotta da parte di suoi fedelissimi. Nessuno può credere di quanta efficienza sia capace il Presidente, ma è bene che si sappia che i suoi successi li deve solo a sé stesso, le sconfitte solo ed unicamente ai suoi alleati e non agli avversari politici. Questa è storia”.