Benedetto XVI “pensiona” i Castro: “Cuba guarda già al domani”

Pubblicato il 26 Marzo 2012 22:13 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2012 22:20

SANTIAGO DE CUBA, 26 MAR – ''Sono convinto che Cuba, in questo momento cosi' importante della sua storia, sta guardando gia' al domani, e per questo si sforza di rinnovare e ampliare i suoi orizzonti''.

Lo ha affermato Benedetto XVI al suo arrivo a Cuba, nella cerimonia di benvenuto all'aeroporto di Santiago con il presidente Raul Castro.

''A cio' – ha proseguito il Pontefice – cooperera' quell'immenso patrimonio di valori spirituali e morali che hanno plasmato la sua identita' piu' genuina, e che si trovano scolpiti nell'opera e nella vita di molti insigni padri della patria, come il beato Jose' Olallo y Valdes, il servo di Dio Felix Varela o l'insigne Jose' Marti'''.

''La Chiesa, da parte sua – ha aggiunto -, ha saputo contribuire con impegno alla promozione di tali valori mediante la sua generosa e instancabile missione pastorale e rinnova i suoi propositi di continuare a lavorare senza tregua per servire meglio tutti i cubani''.

Il ''passaggio'', 14 anni fa, di Giovanni Paolo II nell'isola di Cuba ''fu come una brezza soave di aria fresca che diede nuovo vigore alla Chiesa in Cuba, destando in molti una rinnovata coscienza dell'importanza della fede, incoraggiando ad aprire i cuori a Cristo e, nello stesso tempo, illumino' la speranza e stimolo' il desiderio di lavorare con audacia per un futuro migliore''. Cosi' Benedetto XVI, nella cerimonia di benvenuto all'arrivo a Cuba, ha ricordato la ''storica visita'' del suo predecessore nel 1998.

''Uno dei frutti piu' importanti'' della visita di Giovanni Paolo II a Cuba – ha sottolineato Benedetto XVI al suo arrivo sull'isola – ''fu l'inaugurazione di una nuova fase nelle relazioni tra la Chiesa e lo Stato cubano, con uno spirito di maggiore collaborazione e fiducia, benche' rimangano ancora molti aspetti nei quali si puo' e si deve avanzare, specialmente per quanto si riferisce al contributo imprescindibile che la religione e' chiamata a svolgere nell'ambito pubblico della societa'''.

''La rigenerazione delle societa' e del mondo richiede uomini retti e di ferme convinzioni morali e alti valori di fondo che non siano manipolabili da interessi limitati, e che rispondano alla natura immutabile e trascendente dell'essere umano''. E' quanto ha affermato Benedetto XVI nella cerimonia di benvenuto all'aeroporto di Santiago de Cuba, alla presenza del presidente cubano Raul Castro. ''Molte parti del mondo vivono oggi un momento di particolare difficolta' economica – ha sottolineato il Pontefice -, che non pochi concordano nel situare in una profonda crisi di tipo spirituale e morale, che ha lasciato l'uomo senza valori e indifeso di fronte all'ambizione e all'egoismo di certi poteri che non tengono conto del bene autentico delle persone e delle famiglie''. ''Non si puo' proseguire a lungo nella stessa direzione culturale e morale – ha aggiunti – che ha causato la dolorosa situazione che tanti sperimentano''.

Secondo Ratzinger, ''al contrario, il vero progresso necessita di un'etica che collochi al centro la persona umana e tenga conto delle sue esigenze piu' autentiche, in modo speciale della sua dimensione spirituale e religiosa''.